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Vibo, fallisce l'inciucio per le elezioni provinciali
Il Pd: «Niente accordi con chi è stato con Scopelliti»

Calabria

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CATANZARO – Una corsa contro il tempo perché oggi alle 12 scade la presentazione delle liste e delle candidature per la presidenza della provincia nella configurazione di secondo livello del territorio Vibonese. Ricordiamo che in quest’inedita competizione elettorale non votano i cittadini, ma i sindaci e i consiglieri comunali con un sistema di media ponderata. Sono quattro le province calabresi chiamate alle urne, e Vibo è la prima (LEGGI LA SITUAZIONE PER OGNI PROVINCIA). 

La vicenda Vibonese ha assunto una valenza regionale per via di un più che possibile accordo, se non ci sono colpi di scena dell’ultimo momento, dei “renziani” con una parte del centrodestra. Tutto nasce, con breve riassunto, dall’accordo tra l’assessore regionale Nazareno Salerno (Ncd e fedelissimo di Giuseppe Scopelliti) e l’ex presidente della provincia Francesco De Nisi, “renziano” della prima ora, nell’ipotesi di portare alla presidenza il sindaco di Vazzano, Domenico Villì. Una decisione che ha destato un vespaio di polemiche sia a sinistra che a destra per le sottintese implicazioni “inciuciste”, derubricate o nobilitate, a secondo dei punti di vista, a livello di intese civiche a sostegno del territorio. 

In questi ultimi quattro giorni si sono intensificate le riunioni diurne e notturne delle parti che hanno cercato improbabili accordi riparatori. Trattative difficili perché in ciascun partito c’erano spaccature verticali. 

Ieri mattina il dirigente del Pd Giovanni Puccio ha tentato una mediazione last minute tra Censore e De Nisi, ma ogni sforzo di ricomposizione è stato vano. I loro rapporti erano e sono logorati da tempo. 

Qual è la linea ufficiale del Pd? L’ha dettata da Bologna Ernesto Magorno. Nessuno accordo sia a livello regionale che provinciale con chi ha governato con Scopelliti. Per Vibo decideranno i 25 sindaci del Pd. Chi è fuori da questa linea non riceverà il simbolo del partito. Sembrerebbe una sconfessione di De Nisi, ma anche di Censore qualora egli non dovesse incanalarsi in questo solco o nel caso non trovasse sufficienti sostegni all’interno del partito. 

Come si vede una patata bollente che cade proprio ora che c’è ancora aperto il fronte regionale delle Primarie e della data delle elezioni regionali. Nel centrodestra altre riunioni febbrili. Ricapitolando: se non intervengono colpi di scena, durante la notte e ancora oggi, dovrebbero manifestarsi tre schieramenti. 

1) Forza Italia e Fratelli d’Italia, più Nazareno Salerno e “renziani” (?!) che andrebbero sul sindaco di Briatico, Andrea Niglia (candidato indipendente), sponsorizzato anche con l’ex sindaco di Dinami, Franco Cavallaro che è segretario nazionale della Cisal. 2) Ncd e Udc, con i rispettivi responsabili provinciali, Alfonsino Grillo e Giuseppe Barilaro che punterebbero sullo stesso Barilaro che in nottata avrebbe sciolto la riserva. 3) Se il Pd non trova l’unità lungo le direttive impartite dal Nazareno e diffuse da Magorno per le vie brevi, Censore potrebbe candidare il sindaco di Maierato Sergio Rizzo.

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