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Vibo, tre candidati per la Provincia, c'è l'inciucio
I renziani chiedono la testa del segretario Mirabello

Calabria

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VIBO VALENTIA - Sono tre le liste presentate alle elezioni provinciali di Vibo Valentia fissate il prossimo 28 settembre. La prima, dal nome "Amministratori vibonesi indipendenti", è quella che reca il simbolo del Partito Democratico che raccoglie anche una cordata di sindaci indipendenti e che vede come candidato alla guida dell'ente Sergio Rizzo, attuale primo cittadino di Maierato. 

La seconda, dal nome "Insieme per la Provincia di Vibo Valentia adesso", è molto eteronegena. Risultano, infatti, esponenti renziani vicini a Francesco De Nisi, ex presidente della Provincia, di centrodestra che fanno riferimento a Nazzareno Salerno assessore regionale nella giunta Scopelliti, al consigliere regionale Salvatore Bulzomì, e che vede anche la presenza un candidato a consigliere di Fratelli d'Italia. In questo caso il candidato alla presidenza è Andrea Niglia, che attualmente guida l'amministrazione comunale di Briatico. 

L'ultima, invece, chiamata "Dalla parte giusta" è formata da Udc e Ncd, nel quale sono inseriti amministratori di riferimento del consigliere regionale Alfonsino Grillo e dell'attuale sindaco di Acquaro, Giuseppe Barilaro. La lista vede candidato il consigliere comunale a Serra San Bruno, Pino Raffaele.

Anche se al momento non ci sono posizioni ufficiali, sembra non sia andato a buon fine il tentativo di tenere unito il Partito Democratico, così come aveva tentato di fare il segretario regionale Ernesto Magorno (LEGGI).

Le prime conseguenze al'accordo che vede parte del Pd correre assieme a parte del centrodestra arrivano proprio dal partito di Matteo Renzi ma contrariamente a quello che si possa pensare a innescare la polemica è proprio l'area renziana i cui amministratori hanno puntato il dito contro il segretario provinciale del partito Michele Mirabello. «Ciò che è accaduto con la presentazione delle liste dei candidati per le elezioni provinciali - afferma un nutrito gruppo di sindaci - ha dell’incredibile. Il segretario vibonese Mirabello, ha consentito l’utilizzo del simbolo del Partito per la presentazione di una lista nella quale ci sono 4 esponenti del centrodestra su 10 candidati in totale, spacciando questa scelta per apertura ad “amministratori indipendenti”». 

In particolare, i sindaci di area renziana rispediscono al mittente le accuse di inciucio e precisano che «Mirabello sin dall’inizio Mirabello ha fatto un uso strumentale della propria carica, confondendo le acque e evitando di convocare l’Assemblea degli amministratori del Pd, ma limitandosi ad organizzare due riunioni, una sabato scorso, ad appena 48 ore dalla presentazione delle liste, e l’altra, la seconda e ultima, addirittura domenica sera alle 22, a circa 12 ore dal termine ultimo di presentazione. Nel corso di questi surreali incontri, ai quali non sono stati invitati neppure gli unici due sindaci vibonesi eletti a suo tempo con liste del Pd, quelli di Filadelfia e Rombiolo, Mirabello ha lanciato un improbabile appello all’unità e alla presentazione di una lista comune, ben sapendo che le liste non erano più modificabili per ovvi motivi di tempo».

I sindaci a questo punto aggiungono che Mirabello ha usato il simbolo del Pd, «simbolo - spiegano - che non poteva essere utilizzato. In realtà, nessuno avrebbe potuto farlo, per il semplice motivo che stiamo parlando della composizione di un ente di secondo livello, la nuova Provincia post-riforma, per la quale a votare sono soltanto consiglieri e sindaci, in stragrande maggioranza eletti a suo tempo in liste civiche. In questo modo Mirabello e la sua area espongono il Pd al rischio di una clamorosa sconfitta, oltre a perpetrare una scandalosa strumentalizzazione del ruolo di segretario provinciale del Partito». 

Sulla base di queste considerazioni gli amministratori chiedono «a Mirabello di prendere atto senza ipocrisie di quanto accaduto e rassegnare immediatamente le sue dimissioni». 

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