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Corte costituzionale, salta le fumata bianca
Il calabrese Catricalà fa litigare Forza Italia

Calabria

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LA fumata bianca sembrava stesse per arrivare a Montecitorio portando un calabrese all'interno della Corte costituzionale ma alla fine i franchi tiratori di Forza Italia hanno frenato la cosa rinviando tutto ad una nuova votazione per eleggere in seduta congiunta il quattordicesimo e il quindicesimo giudice della massima Consulta di Stato. In corsa resta Antonio Catricalà, catanzarese di 62 anni, già sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel Governo Monti e a lungo presidente dell'authority per la concorrenza. 

L'altro nome è quello di Luciano Violante, ex presidente della Camera, esponente del Pds-Ds e poi del Pd. L'appoggio ai due candidati era stato annunciato già mercoledì da ampi strati degli schieramenti parlamentari. Quella di Catricalà, in particolare, era una scelta ben vista anche dai vertici di Forza Italia ma proprio attorno a lui si è consumata una spaccatura nel partico, con i deputati e senatori azzurri che hanno preferito votare scheda bianca o sostenere il vicecapogruppo a Palazzo Madama, Donato Bruno. 

E così mercoledì sera dallo spoglio dell’ottava votazione emerge che per la Consulta nessuno supera il quorum previsto. Non ce la fa Luciano Violante, che si ferma a 429 voti: 141 in meno del minimo di 570 previsto. Ma non ce la fa neanche Antonio Catricalà che arriva a quota 64, sorpassato da Bruno che riceve 68 voti, ma anche dal costituzionalista Franco Modugno che prende 119 voti e da Felice Besostri, sostenuto da M5S con 165 voti. A favore di Bruno veniva sventolato un background di militanza nel partito che - è stato spiegato da alcuni forzisti - appariva più congruo nella contrapposizione a quello chiaramente "marcato" di Violante, rispetto a quello di Catricalà, che non fa parte di Forza Italia e che sarebbe stato indicato da Gianni Letta.

Nella mattinata di oggi la frattura sembrava ricomposta da un'indicazione esplicita di voto da parte dei vertici del partito che però ancora non ha trovato piena rispondenza nel comportamento dei parlamentari.

E' stato il capogruppo alla Camera Renato Brunetta a lanciare un tweet e poi a commentare: «Le assemblee, soprattutto quando congiunte e formate da circa mille partecipanti, sono degli animali molto complicati. Quindi bisogna entrare nella testa di mille persone, sono mille rappresentanti del popolo, non dimentichiamolo, con intelligenze, interessi, pulsioni totalmente diverse. La nostra indicazione - ha però aggiunto - è molto chiara: Catricalà e Violante per quanto riguarda i due nuovi membri della Corte Costituzionale».

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