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Manager sanità, tira e molla in Giunta per la nomina
Dopo otto ore saltano gli accordi: tutto rinviato

Calabria

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CATANZARO – Otto ore di giunta, per nominare sei commissari al posto dei direttori generali nelle Asp e nelle aziende ospedaliere, che sono in scadenza. Tira e molla sulle spartizioni fino a notte inoltrata. Forzano. Firmano delibere. Si dividono la sanità. Poi il colpo di scena, a mezzanotte decidono di aggiornarsi a oggi, a mezzogiorno. Troppo caos. Troppe divisioni. Saltano le nomine.

L’unica decisione presa è che invece di manager che durano anni, ci debbano essere commissari, in carica per sei mesi. Tutto questo nonostante il divieto imposto dal Ministero nella giornata di domenica (LEGGI).

Si è in pratica arrivati ad una sorta di mediazione tra chi, come i coordinatori regionali di Ncd, Antonio Gentile e Fi, Jole Santelli, volevano seguire la direttiva del ministro alla Salute e la tesi dell'avvocatura dello Stato, bocciando così ogni atto, non urgente, in regime di prorogatio e chi invece (la maggioranza degli assessori di Ncd, Fi e Udc) voleva quei dirigenti al posto di comando. In nome della continuità, appellandosi al parere del dirigente alla sanità, Zito e a quello di un consulente esterno, Ainis, pagato dalla Regione. Nonostante tutto la sfida è stata durissima. I commissari erano lì pronti per essere deliberati con tanto di dissenso sul caso Catanzaro (il nome in quota Tallini non era piaciuto a tutti) e con l'annuncio del voto contrario di Pino Gentile (Ncd). Incerto fino alla fine è stato il voto di Giacomo Mancini (Fi). Mentre sul nome dell'azienda ospedaliera di Catanzaro, Pugliese Ciaccio, c'è stato grande scontro, tanto che l'assessore Mimmo Tallini (Fi) che aveva in mente un commissario per il nosocomio del capoluogo sembrava pronto anche ad astenersi.

Tallini ha sempre fatto sua la posizione di chi voleva deliberare e decidere per quelle nomine. Anche quando la coordinatrice regionale del suo partito, Jole Santelli si è detta contraria a tali atti, in materia sanitaria sia per la situazione della giunta che è in prorogatio, sia perchè dal governo neanche è stato nominato chi sostituirà l'ex governatore nel suo ruolo di commissario ad acta per il piano di rientro. Stessa situazione di dissenso interno per l'Ncd. Gli assessori presenti, Demetrio Arena, Nazareno Salerno e la stessa presidente facente funzioni, Antonella Stasi erano pronti a votare, anche se il coordinatore regionale degli alfaniani, Antonio Gentile si è detto contrario. Unico assente l’assessore Franco Pugliano. In fondo ieri sera c’erano tutti, fino alla fine.

Certo è che la riunione a Palazzo Alemanni dell'esecutivo, doveva iniziare alle 12.30, ma in realtà si è cominicato a discutere nel pomeriggio (intorno alle 17) e la riunione fino a notte inoltrata, dopo la mezzanotte e durerà ancora oggi. Intorno alle 22, dopo scontri e incontri, si è deciso di votare a maggioranza, comunque non nominando manager, ma commissari, che hanno la durata di sei mesi. Ultimi fuochi insomma di un esecutivo di centrodestra, ormai sfilacciato.

 

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