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Primarie M5S in Calabria, grillini al voto per i candidati
Parentopoli ed esclusioni: c'è chi minaccia denunce

Calabria

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SI chiudono alle 19 le operazioni di voto online, sul portale del Movimento 5 stelle, per decidere i candidati che correranno per il consiglio regionale della Calabria nelle elezioni che sono state fissate per il 23 novembre.

Attorno alle primarie grilline, però, un clima di veleni che ora rischia di sfociare in una denuncia penale. Da una parte, infatti, ci sono le accuse di parentopoli rivolte alla parlamentare Dalila Nesci, dopo la candidatura del fratello tra gli aspiranti contendenti alla Regione, dall'altra alcune esclusioni tra i militanti calabresi.

LE DUE FRONDE E LE ACCUSE DEGLI ESCLUSI - E' Francesca Chirillo, attivista  della prima ora del movimento creato da Beppe Grillo, a minacciare di rivolgersi alla procura della Repubblica di Catanzaro dopo essere stata esclusa, a suo giudizio inspiegabilmente, dalle liste per le primarie on-line indette per la scelta dei candidati pentastellati al Consiglio regionale. Chirillo, dopo aver aderito alla proposta di candidatura inviatale per e-mail, stamattina si è rivolta allo staff del movimento chiedendo spiegazioni dopo aver constatato che il suo nome non era inserito nelle liste.  «Ho inviato la mia candidatura avendo tutti i requisiti richiesti, ma stamattina - ha scritto - nell’andare ad esprimere il mio voto non mi ritrovo nella lista della mia circoscrizione. Qualcuno sa dirmi il perchè? Le votazioni - ha scritto ancora - potrebbero risultare naturalmente falsate per cui mi rivolgerò alla Procura della Repubblica se non avrò notizie certe della mia non accettata candidatura». 

All’Agi Chirillo ha contestato che «nel partito è in atto ormai da tempo una lotta intestina: alcuni attivisti, che si comportano da gerarchi, hanno creato un mostro, peggiore della vecchia politica». Il riferimento è allo scontro tra le due fronde che fanno riferimento al senatore Morra e alla deputata Nesci da una parte, e dall'altra al deputato Molinari e al senatore Barbanti.

LA PARENTOPOLI E LE INFILTRAZIONI - Proprio Dalila Nesci è finita nella bufera per la candidatura di suo fratello Diego Antonio. Un polverone sulla presunta parentopoli che segue quello che aveva visto l'attuale deputata additata ai tempi del suo inserimento nelle liste per la Camera, a causa del suo fidanzamento con Riccardo Nuti, poi a sua volta eletto in Sicilia e nipote diretto del guru del movimento, Casaleggio.

Ancora più grave l'allarme che era stato lanciato, alla vigilia del voto per le primarie in Calabria, dal deputato grillino Girolamo Pisani, che ha ipotizzato che all'interno delle liste si possa infiltrare la 'ndrangheta.

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