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Provinciali, «a Vibo non ci sono liste ufficiali del Pd»
Guerini disconosce entrambi i candidati in corsa

Calabria

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VIBO VALENTIA - Non bastavano le accuse di accordi trasversali (LEGGI), ad infiammare la competizione per il rinnovo del consiglio provinciale di Vibo Valentia adesso arriva anche la sonora bocciatura del vicesegretario nazionale del partito Lorenzo Guerini. Con una lettera inviata al segretario regionale, Ernesto Magorno, e al segretario provinciale, Michele Mirabello, infatti Guerini, senza mezzi termini, boccia le due liste, soprattutto quella presentata con il simbolo del partito, e ne disconosce l'appartenenza al partito stesso.

Nella missiva Guerini spiega come «il Pd della provincia di Vibo Valentia è stato protagonista nel recente passato di un’aspra battaglia politica, che ha prodotto tensioni e divisioni all’interno del partito». Alla luce di questa grave frattura si era ritenuto che «alla vigilia di importanti scelte politiche, quali la designazione del candidato presidente della Provincia e la formazione delle liste dei candidati consiglieri, l’unico metodo che potesse consentire una ricomposizione della classe dirigente fosse quello di una condivisione di un percorso che stabilisse metodi e criteri per una scelta unitaria». 

Sul punto lo stesso politica nazionale precisa che tanto la segreteria nazionale quanto il segretario regionale «hanno addirittura imposto la scelta di questo percorso, consapevoli e convinti che una mera conta interna, pur legittimata dalle regole fondamentali della democrazia, non fosse la soluzione adatta per ricomporre un partito che aveva ed ha il dovere di dare un forte segnale di discontinuità per affrontare al meglio le prossime competizioni elettorali». 

Ma per Guerini si è trattato di una vana speranza visto che «tale percorso non è stato portato a compimento e nessuno può ritenersi esente da responsabilità». Non salva nessuno il vicesegretario nazionale che denuncia, inoltre, come «l’avere presentato due liste riconducibili al Pd, contro la volontà del nazionale e del regionale, in cui risultano candidati, oltre ad amministratori del nostro partito, anche indipendenti e di altri schieramenti politici; l’aver candidato un amministratore che era notoriamente incandidabile e che ha causato notevole danno all’immagine del Pd; l’aver depositato, da parte di una delle due liste e contro la volontà del Segretario regionale, un contrassegno con il logo del Pd modificato» sono tutte ragioni di evidente censura visto che «hanno procurato un vulnus al partito che è impossibile ignorare». 

Alla luce di ciò l'inevitabile conseguenza per Guerini è di «stigmatizzare le infelici scelte di tutta la classe dirigente del partito della provincia di Vibo Valentia», e «pur nella impossibilità di ritirare il simbolo già depositato una volta scaduti i termini di presentazione delle liste», la Segreteria nazionale prende atto che «risultano candidati in due liste contrapposte amministratori locali iscritti al Pd ma, al contempo, disconosce le liste presentate quali liste ufficiali del Partito Democratico».

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