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Cosenza, l'ombra di una crisi sul Comune: finisce in tribunale la guerra tra Occhiuto e Gentile

Calabria

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COSENZA – Quando una cosa si rompe si rompe e non c’è colla che tenga. Il conflitto tra i fratelli Gentile e i fratelli Occhiuto si perde, verrebbe da dire, nella notte dei tempi. Due cose non si possono scegliere: i parenti e i compagni di partito. E finché hanno potuto i Gentile e gli Occhiuto sono stati come i Guelfi e Ghibellini col silenziatore. Per la storia: Roberto Occhiuto fu uno dei primi ad aderire a Forza Italia a Cosenza, ma quando aderirono, subito dopo, i Gentile, il deputato, oggi azzurro, aderì all’Udc di Casini.
Alle corte. Poi hanno dovuto coabitare dopo aver espugnato alla sinistra Cosenza con il risultato, per farla breve e senza raccontare altre vicende, che il sindaco Mario Occhiuto ritirò le deleghe alla vice sindaca Katia Gentile, figlia di Pino Gentile; e poi ancora le fibrillazioni indotte a causa della deriva scopellitiana e, da ultimo, la decisione dei Gentile di non appoggiare il sindaco Occhiuto alla presidenza della Provincia di secondo livello, opponendogli il sindaco di Rende Marcello Manna, anch’egli di Forza Italia come Occhiuto. Insomma, più Camilleri che Pirandello o il Gattopardo. L’ultima mossa è stato il commento fatto dal sindaco della città dei Bruzi in un post apparso su facebook in cui ha detto che «occorre rifiutare i voti della mafia e dei Gentile». Da qui la controreplica dell’assessore Pino Gentile che ha preannunciato una querela nei confronti del sindaco di Cosenza.

Ora sembra non esserci spazio per mediatori e ambasciatori. I contendenti sono arrivati allo scontro finale. Ieri è arrivata da Palazzo dei Bruzi la seguente dichiarazione del sindaco Mario Occhiuto: «Leggo una dichiarazione di Antonio Gentile con la quale il senatore afferma che la sua famiglia è abituata a combattere contro figuri e diffamatori. Dal momento che i cittadini conoscono bene sia Occhiuto che Gentile, potranno facilmente giudicare e stabilire a chi meglio corrisponde questa sua descrizione». Aggiungendo: «Attendo volentieri la querela per le mie presunte frasi diffamatorie a danno della onorabilità dei Gentile così da poter rappresentare ai giudici con documenti e testimonianze i comportamenti e gli atti di prepotenza che nel tempo abbiamo subito da questi “signori”. Non solo sono sereno, ma addirittura soddisfatto di potermi fare rappresentante di chi è stanco di un siffatto sistema».

Naturalmente questa disputa ha e avrà conseguenze sullo stato di salute del centrodestra in generale, e in quello della vasta provincia di Cosenza in particolare. La vicenda Occhiuto-Manna non è una cosetta da niente e si ripercuoterà pesantemente sulla politica regionale di questo schieramento che è già in affanno per trovare un candidato alla presidenza della Regione Calabria. La crisi si avvicina al Comune di Cosenza?

 

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