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Provinciali, i risultati nelle tre votazioni calabresi
Cosenza, interviene prefetto. E a Catanzaro rissa finale

Calabria

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LA vittoria di Mario Occhiuto e la caduta dello storico feudo del centrosinistra rappresentato da Cosenza, dove, tra l'altro, si è rischiato di assistere ad un rinvio dello scrutinio motivato dal troppo stress di un presidente di seggio. E poi le lacrime di commozione e le botte da orbi che hanno seguito l'elezione di Enzo Bruno a Catanzaro. E il successo a Crotone di Peppino Vallone, talmente risicato (in particolare nel dato della città di cui il neo presidente è sindaco) da fornire ampi spunti di analisi. 

La consultazione elettorale che il 12 ottobre ha portato al rinnovo di 3 delle 5 amministrazioni provinciali calabresi - dopo il voto di Vibo del 28 settembre che ha eletto Andrea Niglia (LEGGI) e in attesa che Reggio assuma lo status di città metropolitana - è stata un susseguirsi di sorprese, al termine di una giornata nella quale l'affluenza è stata altissima ovunque. Con il nuovo meccanismo previsto dalla riforma, che assegna l'elettorato attivo e passivo riservato a consiglieri comunali e sindaci di ciascun territorio, ha votato l'88% degli aventi diritto a Cosenza e a Catanzaro, addirittura il 96% a Crotone. Il bilancio finale vede ribaltare la situazione di partenza: due Province al centrosinistra, Catanzaro e Crotone, e una al centrodestra, Cosenza. Esattamente il contrario rispetto alla situazione prima del voto. Vallore è stato proclamato presidente questa mattina, mentre per Bruno e Occhiuto bisognerà attendere domani.

LEGGI LA SCHEDA: I RISULTATI, I NUMERI E LA COMPOSIZIONE DEI NUOVI CONSIGLI

IL DOPPIO COLPO DI SCENA DI COSENZA - Il primo colpo di scena arriva da Cosenza alle 20, quando viene presentata istanza di slittamento dello scrutinio, per una esigenza del presidente di uno dei 4 seggi allestiti nel palazzo di piazza XVI Marzo: per ragioni di salute, legate all'accumulo di stress, si chiede di spostare lo spoglio a lunedì mattina e la commissione elettorale, dopo una sofferta valutazione delle norme, accetta la richiesta. Una scelta che scatena però le polemiche di molti candidati pronti a denunciare la possibilità di brogli. E così poco dopo le 21 si concretizza un dietrofront ancora più clamoroso: deve intervenire il prefetto per imporre di procedere con lo scrutinio per l'elezione del presidente. 

Una volta iniziato lo spoglio, la contesa per la Provincia di Cosenza si rivela un testa a testa fra i tre candidati: Marcello Manna, neo sindaco di Rende, sostenuto a gran voce dal senatore Tonino Gentile, coordinatore regionale del Ncd, l'uomo che ha spaccato il fronte di centrodestra; il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, che si era mosso con largo anticipo; il sindaco di Cassano, Gianni Papasso, candidato dal centrosinistra ma attorno al quale non sono mancate le polemiche di chi, nella coalizione, ha parlato di scelta imposta dai vertici romani. E alla fine il successo va a Occhiuto su Manna, con il candidato del centrosinistra relegato stavolta solo al terzo posto.

BOTTE DA ORBI A CATANZARO - A Catanzaro, invece, le emozioni sono in coda. Enzo Bruno - candidato di riferimento della lista Aggregazione Democratica e sostenuto da una parte del suo partito, il Pd -  si commuove e viene festeggiato in aula, dopo l'affermazione su Tommaso Brutto, espressione del centrodestra, e Pantaleone Procopio punto di riferimento dall’aggregazione dei sindaci “indipendentisti”. 

GUARDA IL VIDEO: BRUNO SI COMMUOVE DOPO L'ELEZIONE

Nel frattempo però nel centrodestra saltavano i nervi, anche a causa di rancori pregressi. Il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo e l'ex assessore Massimo Lomonaco, protagonista dell'inchiesta che ha travolto la precedente giunta (LEGGI), litigano fino ad arrivare alle botte. 

Entrambi fanno ricorso alle cure dei sanitari, chiamando in causa la polizia con l'accusa reciproca di aver iniziato la rissa. Ed entrambi sono poi finiti in ospedale. Abramo guarirà in 15 giorni, Lomonaco in 7.

CROTONE SI DECIDE SUL FILO DI LANA - Il nome del nuovo presidente della Provincia di Crotone si scopre invece per primo, quando ancora non sono le 22. Ma la vittoria di Vallone è davvero risicata, anche alla luce del fatto che due schede (una delle quali relativa a Crotone, quindi con un coefficiente molto alto) sono contestate perché inserite in urne sbagliate. Le percentuali dicono Vallone 48,6%, Siciliani 46,6%, ritoccabile ma non ribaltabile anche in caso di attribuzione al secondo classificato delle schede contestate. 

Il sindaco di Crotone vince però per appena due voti nella fascia che comprende i Comuni più grandi e che nel Crotonese si riduceva alla sola città capoluogo. Per Vallone, dal suo consiglio comunale sono arrivati solo 17 voti, contro i 15 del suo antagonista Roberto Siciliani, sindaco di Cirò Marina e promotore di un progetto "territoriale" al quale aveva guardato con favore anche il centrodestra. E di questi numeri, sul territorio, si parlerà a lungo.

Redazione web

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