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Regione, Udc prova ad ammaliare il centrosinistra
E chiude l'accordo per la lista unica con i Gentile

Calabria

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CATANZARO - L’Udc strizza l’occhio al candidato del centrosinistra alle elezioni regionali Mario Oliverio e rivendica la possibilità di presentare liste autonome con il proprio simbolo. In un documento della direzione regionale del partito, si chiede al segretario nazionale Lorenzo Cesa di indicare le alleanze in Calabria e si definiscono «apprezzabili» le intenzioni politiche di Oliverio «specie laddove si segnala l’importanza di ampliare la partecipazione delle forze politiche riformiste e moderate che non rinunciano a rinnovare nel solco della tradizione, né a modernizzare la Regione tralasciando quanto di positivo è stato fatto finora. Si tratterà di capire quali potrebbero essere i punti di contatto su cui costruire un’alleanza che sia produttiva per la Calabria». 

Dunque, i centristi provano a ricollocarsi dopo avere governato la Regione nell'era Scopelliti. Il Pd, dal canto suo, ha sottolineato nella direzione regionale di lunedì di non volere accordi con amministratori uscenti (LEGGI L'ARTICOLO SULLA RIUNIONE). Il quadro, però, appare più complesso e una mediazione potrebbe arrivare dopo le dichiarazioni dell'Udc. Ma un eventuale accordo con l'Udc porterebbe nella coalizione di Oliverio anche l'Ncd di Gentile, dal momento che le due forze politiche hanno raggiunto l'accordo di costituire una lista unica in Calabria

LE CRITICHE ALLA SCELTA DI FERRO - Non è stato invece apprezzato da parte dei centristi, il percorso di scelta di Wanda Ferro come candidata alla presidenza da parte di Forza Italia poiché i centristi non vi hanno partecipato, motivo di lamentela per i dirigenti dello scudocrociato. Ferro, però, continua il suo percorso in vista delle regionali e domenica ha pranzato con Silvio Berlusconi, ottenendo il pieno sostegno (LEGGI). La candidata del centrodestra ha incontrato anche la coalizione, senza Udc ed Ncd, e ha lanciato la sfida ad Oliverio rispetto ai transfughi (LEGGI).

Le posizioni dell'Udc restano, però, critiche nei confronti di Wanda Ferro: «La Calabria, nonostante gli sforzi compiuti - si sostiene nel documento - rimane tuttora, a causa di ritardi decennali e disattenzioni profonde da parte dello Stato e dell’Europa, un caso a sé su cui le forze politiche, riformiste e moderate, debbono fare una riflessione accurata il cui sbocco non può che assicurare alla Regione una guida responsabile e consapevole sia delle difficoltà che abbiamo di fronte sia dell’urgenza di costruire un blocco politico e sociale calabrese che abbia la forza di farsi ascoltare sui tavoli romani ed europei».

UDC E NCD INSIEME - Le parole dell'Udc aprono nuovi scenari in vista delle regionali, dunque. Questo perché, come detto, a livello nazionale, il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa e il coordinatore di Ncd Gaetano Quagliariello hanno confermato l'obiettivo di avviare il percorso verso la formazione di un soggetto politico unitario delle forze della costituente popolare, con un nuovo simbolo e gruppi parlamentari unici. Un progetto, che come dichiarato da Cesa e Quagliariello, riguarderà anche la Calabria, l'Emilia Romagna e ovunque si voti, senza alcuna eccezione. Mercoledì, evidenzia una nota delle due forze politiche, si terrà un incontro con i responsabili regionali di Ncd, Udc e Pi di Calabria ed Emilia Romagna per definire i dettagli.

 

VOCI DI FUGA DALL'NCD - Angelino Alfano ha riunito oggi i gruppi di Camera e Senato a Vicolo Valdina per serrare i ranghi, specie dopo il ritorno del senatore Antonio Dalì a Forza Italia. A tenere banco nella stessa riunione di Roma le voci sulle posizioni dei parlamentari calabresi dell'Ncd. D'altronde, nel partito che unisce i fratelli Gentile e il gruppo Scopelliti è in atto una vera e propria guerra interna (LEGGI).

In molti parlano di una fuga dal partito ed i nomi che circolano sono quelli del potentino Guido Viceconte e dei cinque colleghi calabresi, Piero Aiello, Giovanni Bilardi, Massimo Cassano, Nico D’Ascola e Antonio Gentile. Anche Giuseppe Scopelliti viene dato come uno dei più scontenti e tanti, tra gli azzurri, scommettono su un suo rientro, anche se il diretto interessato ha più volte smentito questo rumor. I malumori sarebbero concentrati, dunque, nella pattuglia calabrese di Ncd. Secondo le ultime indiscrezioni, che non trovano nessuna conferma, anche l'altro calabrese, Antonio Stefano Caridi, sarebbe attratto dalle sirene forziste.

 

 

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