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Regionali, barricate nel Pd contro l'intesa con Udc-Ncd
Stop dalla Calabria. E torna l'ipotesi del polo dei moderati

Calabria

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COSENZA - E' un centrosinistra calabrese apparso sotto ricatto quello che ieri si è presentato al cospetto di Lorenzo Guerini e gli altri componenti della segreteria nazionale, costretto a digerire un accordo che qualcuno ha descritto «peggio di un incesto». Il pressing di Alfano e Cesa a cercare un’intesa dopo dopo essere stati scartati da Berlusconi mina il futuro dei due partiti. Ora ci provano con Renzi ad ottenere un'intesa nazionale in tutte le regioni dove si andrà a votare, ma trovando in Calabria un muro eretto dal candidato alla presidenza Mario Oliverio e dal segretario regionale Ernesto Magorno costretto dalla contingenza ad inseguire. Quest'ultimo già nei giorni scorsi aveva avvertito Guerini: «In Calabria si rischia di perdere le elezioni». 

Del resto lo stesso vicesegretario sa bene come stanno le cose, ha toccato con mano l'umore che si respira a sinistra verso l’esperienza del governo uscente, avendo partecipato a ben due assemblee regionali del partito negli ultimi mesi e all'approvazione all'unanimità di documento con posizioni di netta discontinuità e di esclusione a qualsiasi forza politica alleata di Scopelliti. Il Pd è stato all'opposizione e ha contestato molti provvedimenti presi da chi oggi vorrebbe allearsi con loro, non ultima la legge elettorale e lo Statuto palesemente incostituzionali voluto proprio dall’Udc. O ancora peggio la spartizione delle nomine dei commissari delle aziende sanitarie, frutto di una vera a propria lottizzazione a tre Scopelliti-Talarico-Trematerra. 

Per Oliverio e Magorno la pratica può considerarsi già chiusa e per Lorenzo Guerini non resta che ribadirlo questa mattina a Lorenzo Cesa e a Gaetano Quagliariello. Nella consapevolezza che è in gioco il destino del governo Renzi, è stata ipotizzata una via d’uscita: rinviare una eventuale intesa a dopo il voto. L’ipotesi è quella di costringere Udc ed Ncd a presentarsi alle prossime elezioni regionali in Calabria con una nuova coalizione, un polo di moderati, che potrebbe attrarre anche pezzi del centrodestra. Un'idea a cui i Gentile e i Trematerra hanno pensato nelle scorse settimane come “terza via” in caso di impossibilità a trovare un accordo a destra come a sinistra. Ipotesi che potrebbe rafforzare il futuro governo regionale dopo l’abbassamento del premio di maggioranza, (deciso dal centrodestra) che non consente al prossimo presidente di avere una maggioranza forte, ma limitata solo a due consiglieri. 

Ieri sera c’è stato un nuovo vertice tra Ncd e Udc, nelle prossime ore i due partiti rischiano di implodere. All'interno di Ncd si è già consumata una scissione di fatto con Scopelliti pronto ad un accordo con Wanda Ferro e ha la lista bella e pronta. Nell'Udc le cose non vanno meglio, c’è una profonda spaccatura tra i consiglieri regionali e il partito nazionale. Trematerra, Dattolo, Gallo e Bruni sono contrarissimi alla lista unica con Ncd perché rischiano di rimanerne fagocitati, mentre Talarico ha sposato l’intesa con Gentile perché conta di essere il secondo degli eletti. Calcoli suffragati dal nulla, perché la provincia di Reggio con ben quattro consiglieri regionali uscenti potrebbe avere la meglio in termini di voti rispetto al collegio di Catanzaro-Crotone-Vibo dove dietro a Talarico l'unico portatore di voti sarebbe Baldo Esposito vicino al senatore Aiello.

LA NETTA OPPOSIZIONE DI GIANNI SPERANZA -  «Nelle ultime ore si fanno sempre più insistenti le voci di un possibile accordo per le elezioni regionali in Calabria, voluto dal PD nazionale, con il NCD e l'UdC. Cioè con le forze direttamente e principalmente responsabili, insieme a Forza Italia, del dramma vissuto dalla Calabria. La nostra regione trasformata ancora una volta in merce di scambio per gli equilibri di governo nazionali. Un vero e proprio ricatto. Una proposta indecente perché in netto contrasto con la coalizione che si è presentata alle primarie e con il patto sottoscritto con gli elettori; per la necessità di mettere fine, una volta per tutte, ai trasformismi e ai trasversalismi che hanno fatto così male alla nostra regione; perché Scopelliti, condannato e costretto alle dimissioni, e il suo sistema di potere si sono fondati proprio sull'alleanza tra quelle forze che oggi vorrebbero cambiare cavallo».

Gianni Speranza, sindaco di Lamezia Terme e candidato alle primarie del centrosinistra, stigmatizza pesantemente l'ipotesi di un accordo con Udc ed Ncd in vista delle regionale del 23 novembre e rimarca come «nessuno in Calabria capirebbe o potrebbe giustificare una scelta così scellerata. Mi auguro sinceramente che le notizie risultino infondate, che il PD mantenendo fede agli impegni presi respinga al mittente una volta per tutte questi ricatti. Altrimenti non potremmo che trarne le necessarie conseguenze».

 

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