Salta al contenuto principale

Governo, la Cgil calabrese sul piede di guerra
Mobilitazione dal 7 novembre e attacco al governo

Calabria

Tempo di lettura: 
2 minuti 24 secondi

CATANZARO - Non si placa la vera e propria guerra esplosa tra il sindacato e il Governo. La Cgil calabrese, infatti, ha annunciato iniziative di mobilitazione in tutto il territorio regionale a partire dal 7 novembre quando è previsto l’arrivo in Calabria del presidente del Consiglio, Matteo Renzi. 

Le motivazioni alla base della protesta, al di là delle questioni nazionali, trovano spazio in una lettera aperta che la segretaria regionale del sindacato ha inviato ai parlamentari. «Il Governo Renzi - per la Cgil calabrese - sta penalizzando la Calabria, con le sue scelte, sia nei provvedimenti del Job act e sia nella legge di stabilità».

Ovviamente nella protesta trovano comunque spazio «l'eliminazione dell’art.18, la riduzione delle coperture come gli ammortizzatori sociali con le scarse risorse a disposizione, il mantenere inalterata la pletora delle diverse tipologie di lavoro che fanno aumentare ulteriormente la precarietà», tutte scelte che «che mortificano il lavoro e i giovani. E nella legge di stabilità - continua la nota - non sono previste le risorse per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, nè le risorse per i lavoratori in mobilità in deroga. Mentre si bloccano i rinnovi dei contratti nel Pubblico Impiego e nella scuola e Università e ricerca si vende "fumo" sul tfr dei lavoratori che invece si tassa per far cassa, non si dice niente per Gioia Tauro, ma si parla irresponsabilmente del Ponte dello Stretto». 

Non manca ovviamente un richiamo alla questione degli operai dell'Ast di Terni e agli scontri con la polizia: «Nella crisi che colpisce tanti lavoratori industriali che rischiano di perdere il posto di lavoro e che protestano civilmente, si fanno caricare dalla Polizia come succedeva ai tempi di Scelba: espressione di una concezione "personalistica" del potere politico e della democrazia».

I parlamentari calabresi sotto questo profilo non hanno messo in atto alcuna azione di contrasto e a parere del sindacato «non si può stare in questa ambiguità e a sostenere una politica che ha abbandonato la Calabria e la difesa del mondo del lavoro e della povera gente. Per queste ragioni - si legge - annunciamo la continuazione della mobilitazione dura in Calabria a partire dal giorno 7 novembre quando è prevista la venuta del Presidente Renzi. Faremo sentire la voce della protesta e della rabbia della Calabria e anche le proposte. Presiederemo le sedi del PD, porti, stazioni ed aeroporti, le cui modalità saranno nelle prossime ore comunicate. Andiamo - si legge - verso lo sciopero generale e chiediamo a tutti i parlamentari, che hanno a cuore la Calabria, uno scatto di orgoglio e di determinazione per contrastare l’abbandono e i provvedimenti ingiusti. Facciamo appello ai lavoratori poliziotti ad evitare in Calabria quello che è successo a Roma».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?