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Gioia Tauro, la Cgil: «Renzi ignora la Calabria e fugge»
Corteo il 7 novembre e poi sciopero generale

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Le risposte attese da parte del Governo per la Cgil della Piana di Gioia Tauro non ci sono state, quindi, la risposta è lo sciopero.

In quest'ottica il sindacato ha organizzato una manifestazione per il 7 novembre prossimo, data in cui il premier Matteo Renzi sarebbe dovuto essere in Calabria anche se la visita è stata annullata. «Renzi scappa dalla Calabria perché non ha risposte» sostiene la segreteria della Cgil Piana di Gioia Tauro che ha inviato una lettera aperta ai 33 sindaci dell’area e ai parlamentari invitandoli a prendere parte alla manifestazione. 

«Il presidente Renzi non ha risposte da dare sullo sviluppo del porto, cioè dell’unica infrastruttura che come anche di recente hanno sottolineato i maggiori istituti economici nazionali, può rilanciare lo sviluppo produttivo e industriale della Calabria; non è in grado di assicurare un impegno concreto sull'istituzione della Zes; non può assicurare investimenti sul sistema ferroviario in grado di far uscire il porto dall’isolamento col resto d’Europa; non può dare alcuna certezza su un serio piano per la logistica nell’area. Fino adesso, infatti, si è limitato a spot e slogan. Per Gioia e la Calabria nessuna proposta».

Ma oltre allo sviluppo del porto il sindacato ha portato all'attenzione dell'opinione pubblica anche il tema caldo dei precari: «Il presidente Renzi non verrà il 7 novembre perché non riesce a garantire neanche quello che in Prefettura a Reggio aveva assicurato: il reddito per migliaia di precari calabresi, per i percettori di ammortizzatori in deroga molti dei quali avanzano anche i sussidi del 2013». 

E ancora, «nella legge di stabilità - denuncia la segreteria della Piana - non ci sono le risorse per gli Lsu e Lpu dal 1 gennaio 2015, per cui migliaia di lavoratori saranno estromessi dal lavoro e centinaia di Comuni non potranno più erogare servizi pubblici essenziali. Il Presidente Renzi non verrà il 7 novembre a Gioia Tauro perché non ha uno straccio di proposta sul futuro della Calabria. Ma i lavoratori, i precari, i disoccupati calabresi sono allo stremo, non possono più aspettare, hanno bisogno di soluzioni immediate ai loro problemi». Infine «dopo il 7 novembre - annuncia il sindacato - sarà sciopero generale».

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