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Guerra aperta in Calabria tra Cgil e Pd. E Magorno annuncia: «Renzi arriva il 21 novembre»

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Fra il Partito democratico e la Cgil calabrese è ormai scontro aperta e, dopo i vertici regionali del partito e dell’organizzazione sindacale, ha coinvolto anche i “colonnelli” dei democratici. Una guerra di comunicati stampa, chiusa dall'annuncio da parte del segretario regionale Pd che Matteo Renzi sarà in Calabria il 21 novembre, alla vigilia delle elezioni regionali: «Visto che la Cgil, nel suo comunicato sull'assemblea del Pd del 13 dicembre - dice Magorno - entra nel merito dello svolgimento della nostra campagna elettorale ma lo fa traendo conclusioni che nei fatti sono inesatte, confermo che il 21 novembre il segretario nazionale Matteo Renzi interverrà a sostegno di Mario Oliverio e della coalizione di centrosinistra, nel corso dell’iniziativa che concluderà la campagna elettorale. E' un segno inequivocabile della volontà del Pd nazionale di considerare la Calabria centro nevralgico e non periferia lontana nel dibattito politico e sociale del Paese».

Ad accendere le polveri era stata la segreteria regionale della Cgil, guidata da Michele Gravano, che aveva annunciato, a mezzo stampa, la propria mobilitazione e protesta in occasione dell’Assemblea nazionale del Pd che si terrà a Reggio Calabria il prossimo 13 dicembre. «Ci prepariamo ad accogliere l’Assemblea nazionale del Pd - si leggeva nella nota della Cgil - e cioè di chi sta cancellando i diritti dei lavoratori. Sarà per loro una giornata indimenticabile che prepareremo con attenzione e cura. «Facciamo appello alle forze dell’ordine affinché non si ripetano episodi gravi come quelli successi a Roma contro i lavoratori di Terni».

E poi, riprendendo il filo delle tante vertenze aperte sul territorio della Calabria, la Cgil ha affondato il colpo: «Noi pensiamo che il Governo voglia solo tergiversare, prendere tempo e non impegnarsi verso la Calabria, per poi venire a fare un’altra passerella, con le baggianate che va raccontando. Noi non ci stiamo!».
Messaggio inviato e, immediatamente, raccolto e rimandato al mittente dal vice segretario del Pd Lorenzo Guerini e dal presidente del partito Matteo Orfini. «Troviamo francamente incomprensibili, se non preoccupanti - hanno detto Guerini e Orfini - le parole espresse oggi dalla Cgil calabrese rivolte al Pd. Annunciare una giornata indimenticabile ed evocare un appello alle forze dell’ordine in occasione di un’Assemblea di una forza politica non è esattamente il modo opportuno di esprimere le proprie opinioni».

Guerini e Orfini, dopo aver rimbrottato i vertici calabresi della Cgil e fatto un passaggio politico, hanno chiesto a Susanna Camusso di prendere le distanze da quanto affermato dai dirigenti calabresi del suo sindacato. «Fermo restando il diritto di tutti di manifestare il proprio dissenso chiediamo alla segretaria Camusso di valutare l’opportunità di prendere le distanze da toni che, oltre che eccessivi, possono apparire minacciosi o inviare messaggi pericolosi all’opinione pubblica».

Sulla stessa lunghezza d’onda, infine, si è collegato anche Ernesto Magorno. «Penso, anch’io che sia opportuno che il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, prenda le distanze dai toni usati nella nota perché i problemi della Calabria sono seri e per certi versi drammatici e proprio per questo, pur nel rispetto delle diverse posizioni, è necessario che il confronto si sviluppi in modo sereno e responsabile».

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