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Renzi e Alfano a Cosenza
I due alleati divisi dalle regionali in Calabria

Calabria

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COSENZA - Mai come questa volta il dato elettorale della Calabria inciderà sullo scenario politico nazionale. Domenica molte cose potrebbero cambiare e per questo i big del partiti nazionali scenderanno in massa nelle prossime ore in Calabria per la volata finale. Mario Oliverio lunedì 17 ha avuto un “antipasto” con il vicesegretario Lorenzo Guerini, mentre venerdì 21 a Cosenza avrà al suo fianco il premier e segretario nazionale Matteo Renzi. Non si conosce l’ora e il luogo, ma sicuramente non sarà in concomitanza con l’inizativa delle 17.30 di Ncd  al Cinema Tieri con il vicepremier Angelino Alfano in Calabria per sostenere Nico D'Ascola. La carovana in serata si trasferirà a Reggio Calabria per la chiusura.
Per Wanda Ferro martedì è giunto in Calabria Raffaele Fitto, mentre per la chiusura di venerdì al Teatro Comunale ci sarà un parterre di donne con Mara Carfagna e forse Giorgia Meloni. Di sicuro non arriverà Beppe Grillo a sostenere Cono Cantelmi. Il leader del M5S non sarà nemmeno in Emilia. Ancora non è stata comunicata la chiusura di Domenico Gattuso dell'Altra Calabria.
E mentre in Calabria gli esponenti di FI e Ncd continuano a scontrarsi, a Roma i contatti sono ripresi. C'è chi, in entrambi i partiti, - svela l’agenzia Agi - parla anche di un colloquio diretto - ma solo via telefono - tra i due leader, Silvio Berlusconi e Angelino Alfano, che sarebbe avvenuto qualche giorno fa. Al momento, viene però spiegato da ambo le parti, non è in agenda nessun incontro tra l’ex premier e l’ex delfino. Al lavoro sono i “pontieri” e gli “abboccamenti” potrebbero avere sviluppi solo dopo il voto di domenica. Quagliariello e Schifani, però, mal digeriscono l’ipotesi di tornare sotto l’ala berlusconiana. «Ncd di nuovo con Berlusconi? No, grazie. La nostra strada è un’altra», taglia corto Schifani.
Intanto in Calabria lo scontro sale, l'altra sera il senatore Gentile ha attaccato la coordinatrice di FI Jole Santelli ritenendola responsabile delle divisioni del centrodestra calabrese, svelando una telefonata fatta a Francesca Pascale per convincere il Cavaliere a non accettare l'alleanza con gli alfaniani.  «Chi dirige Forza Italia in Calabria ha voluto distruggere la coalizione di centrodestra ingannando Berlusconi», è tornato a ribadire il senatore. «E' un partito - aggiunge - che si riempie la bocca di parole come etica e rinnovamento e poi attraverso i suoi Presidenti delle Province bandisce posti di dirigente in piena campagna elettorale. Lunedì dovranno dire alla Pascale che sono rimaste senza seggio nemmeno per la candidata Presidente. La coordinatrice regionale somiglia a Mazzarri: fa di tutto per perdere e poi da la colpa al fato».
Replica la Santelli: «Avremmo potuto e voluto confrontarci con altri sulle nostre proposte politiche, ma ci siamo trovati di fronte solo insulti e demagogia. Peccato: le nostre idee e i nostri progetti restano, le chiacchiere passano.» Dopo aver fatto un lungo elenco di temi su  si sarebbero potuti confrontare chiosa: «Tutto questo sarebbe avvenuto se altri non si fossero svegliati con una notevole dose di veleno quotidiano da istillare verso chi si riteneva il nemico, cioè noi, visto che evidentemente a sinistra il candidato Oliverio è considerato amico da costoro».

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