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Regionali in Calabria,vince Oliverio col 60%
Ma il dato finale resta bloccato per due sezioni

Calabria

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QUELLE che si sono svolte domenica saranno ricordate come le elezioni con lo scrutinio più lungo della storia. Dopo due giorni il risultato finale non c'è ancora. Almeno non per adesso. Le operazioni di verifica sono iniziate nel tribunale di Cosenza. Il lavoro è svolto dall'Ufficio circoscrizionale elettorale di Cosenza che, al termine delle verifiche, trasmetterà i dati alla Prefettura e al Viminale per poi procedere ad ufficializzare la ripartizione definitiva dei seggi. In ballo ci sarebbero circa mille voti ma, anche, la possibile elezione di Orlandino Greco, ex sindaco di Castrolibero che proprio nella sua città ha raccolto il consenso maggiore, mentre non ci sono conseguenze sul dato complessivo delle elezioni. 

Una coda di verifiche che arriva dopo il dato elettorale acquisito nella notte tra domenica e lunedì, con il crollo dell'affluenza in Calabria e il trionfo di Mario Oliverio. Alle 23, ora della chiusura dei seggi, i votanti sono stati solo il 44,1% degli aventi diritto, quindici punti in meno rispetto alle regionali 2010 ma sempre sopra al dato dell'Emilia Romagna, l'altra Regione al voto. Lo spoglio ha poi incoronato il candidato di centrosinistra con una percentuale che ha schiacciato quella della principale avversaria, Wanda Ferro, ferma sotto al 24%. In Consiglio regionale entrano tre coalizioni, fuori Altra Calabria e Movimento Cinquestelle. Resta fuori anche l'Udc, che insieme all'Ncd raggiunge il quorum dell'8%, ma all'interno della coalizione non supera lo sbarramento del 4%.

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IL NUOVO CONSIGLIO - In attesa di conoscere gli ultimi dati ancora mancanti, si perfezionano le posizioni del prossimo Consiglio regionale. Il terzo polo, guidato da Nico D'Ascola, supera il quorum mentre il Movimento 5 Stelle si è sciolto sotto i colpi inferti dalle preferenze. A paralizzare la chiusura dei dati sono i problemi di riconteggio delle schede in due sezioni di Castrolibero, dove sono stati registrati diversi problemi nella chiusura dei verbali. In particolare, secondo quanto trapela, nelle due sezioni interessate sarebbero state registrate diverse incongruenze tra il numero degli elettori, le preferenze assegnate e quanto inevece è riportato nei verbali.

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I RISULTATI: I DATI DELLE LISTE E DELLE COALIZIONI

OLIVERIO: "RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE" - Intanto Oliverio già guarda oltre: «Si tratta di rimboccarsi le maniche per rimettere in piedi la Calabria», ha detto mentre lo spoglio era ancora in corso, citando le questioni della sanità e dei rifiuti e la programmazione dei fondi comunitari. «Viviamo un momento estremamente difficile - ha aggiunto - e dobbiamo salvare il salvabile».

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Commentando il risultato che ha definito «netto» e il consenso «vasto» emerso dalle urne regionali, il candidato del centrosinistra ha parlato di «grande soddisfazione ma anche di enorme responsabilità». E ai suoi sostenitori, durante la festa in piazza XI settembre ha poi aggiunto: «Voglio ringraziare i calabresi per il consenso, lo faccio con commozione». Sull'astensione ha detto: «Poteva andar peggio, nostro messaggio è stato deterrente».

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«Un voto che ci riempie di responsabilità», ha detto Oliverio già alle 3 di notte, quando lo scrutinio già mostrava una vittoria attorno al 60%. Poco prima delle 4 l'arrivo a Cosenza dalla sua San Giovanni in Fiore: la festa è stata nella segreteria in piazza XI settembre: «Non aspettatevi un comizio a quest'ora», ha scherzato con la folla di sostenitori che lo aspettavano. Ma poi ha parlato per quasi 50 minuti. Ha subito annunciato una task force per i fondi europei e nuovi progetti su assetto idrogeologico, porto di Gioia Tauro e patrimonio culturale: «Da domani - ha detto - si cambia muisica, via clientele e discrezionalità alla Regione ma senza pregiudizi: non ci sarà uno spoil system basato sulle casacche politiche, ma una tolleranza zero per la pigrizia dei burocrati». E ha annunciato un nuovo viaggio di Renzi in Calabria: il 28 novembre, per salutare il successo del centrosinistra.

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LA FESTA NEL CENTROSINISTRA  - Fa festa due ore dopo la chiusura delle urne anche il segretario regionale Pd Ernesto Magorno: «I calabresi hanno democraticamente deciso che bisognava voltare pagina ed il compito che attende Mario Oliverio, e tutta la coalizione di centrosinistra, è certamente arduo ma deve essere affrontato con volontà e fiducia. C'è una regione da risollevare dopo i disastri compiuti dal centrodestra e per questo ci sarà bisogno di uno sforzo unitario e straordinario». 

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Magorno ammette anche che «il dato dell’affluenza al voto è particolarmente preoccupante» e aggiunge che «tra le sfide impegnative che ci attendono ci dovrà essere anche quella di riavvicinare i cittadini alla politica». 

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IL FLOP DELL'AFFLUENZA - A votare sono stati circa 836mila calabresi su 1.897.729 aventi diritto. Quindici punti percentuali in meno rispetto al 2010 quando si era arrivati al 59,09%. Un dato, comunque, più alto di quello dell'Emilia Romagna, l'altra regione al voto, dove il dato dell'afflenza si è fermato al 37,7%. Anche alle 19 dopo in Calabria il dato era stato basso, attestato al 34.63%, dopo che alle 12 ci si era fermati all'8,85%. Per quanto riguarda le province, Catanzaro è stata quella in cui si è votato di più (45%), poi Reggio Calabria (44,62%), Cosenza (44,53%). Staccate Vibo (41,91%) e Crotone (40,84%).

I paesi calabresi nel quali si è votato di più sono Laganadi nel Reggino (75,38%) e Panettieri nel Cosentino (75,37%). In provincia di Cosenza significativi anche i risultati di Malito (72,76%), paese d'origine della famiglia Mancini, e Castrolibero (63,69%) dove si è candidato l'ex sindaco Orlandino Greco. In provincia di Catanzaro voto record a Taverna (68,09%), in provincia di Vibo a Limbadi (53,28%), in provincia di Crotone a Cerenzia (53%). Il paese con l'affluenza più bassa di tutta la Calabria è stato invece Mammola, in provincia di Reggio, dove ha votato solo il 17,43%. Seguono Candidoni (ancora nel Reggino) con il 19,54% e Terravecchia nel Cosentino con il 21,01%.

Tra le città capoluogo spicca ancora Catanzaro (52,54%), poi Reggio (50,32%), Cosenza (49,49%), Vibo (47,25%), Crotone (40,68%).

IL VOTO CON LA NUOVA LEGGE - Erano cinque candidati alla carica di presidente, quindici le liste e 348 i candidati per 30 posti in Consiglio regionale oltre alla carica di Governatore. I seggi sono stati aperti regolarmente dalle 7 alle 23, in 2.409 sezioni in 409 comuni. 

CHI SONO I CINQUE CANDIDATI PRESIDENTI

Le elezioni sono state regolate dalla nuova legge elettorale, approvata lo scorso mese di settembre dal Consiglio regionale. Tra le novità introdotte, la riduzione dei consiglieri da 50 a 30, la riduzione dei collegi da cinque a tre con l’accorpamento dell’area centrale di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, la cancellazione della possibilità di esprimere il voto disgiunto cioè votare contemporaneamente per un candidato alla carica di Presidente della Giunta regionale e per una delle liste a esso non collegate. 

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