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Calabria al voto, le reazioni al risultato elettorale
Fitto: «Drammatico, azzerare le nomine in Forza Italia»

Calabria

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CATANZARO - A risultato ormai definitivo (LEGGI I DATI) emergono i commenti dei leader locali e nazionali oltre che dei candidati a presidente che si sono confrontati per assumere il governo della Calabria. Il primo a commentare è stato questa notte il premier Matteo Renzi che su twitter attorno all'una esultava salutando come vincitori Mario Oliverio in Calabria e Stefano Bonaccini in Emilia Romagna: «Male affluenza, bene risultati: 2-0 netto. 4 regioni su 4 strappate alla dx in 9 mesi. Lega asfalta Forza Italia e Grillo. Pd sopra il 40%», scrive il presidente del Consiglio e leader Pd. Mentre per il segretario regionale Pd Ernesto Magorno «i calabresi hanno democraticamente deciso che bisognava voltare pagina ed il compito che attende Mario Oliverio, e tutta la coalizione di centrosinistra, è certamente arduo ma deve essere affrontato con volontà e fiducia. C'è una regione da risollevare dopo i disastri compiuti dal centrodestra e per questo ci sarà bisogno di uno sforzo unitario e straordinario».

In mattinata, invece, è stata la volta del ministro dell'interno Angelino Alfano (NCD) commentare il dato riconoscendo che «la sinistra conferma il suo primato in Emilia Romagna e conquista la Calabria. Un elemento molto negativo in un quadro per noi positivo, con il risultato di Nino D’Ascola che ci dà grande soddisfazione e forza. Ma la Calabria è la vera sconfitta, spero l’ultimo errore e l’ultimo disastro di un centrodestra che ha preteso di andare diviso e ha consegnato al centrosinistra il governo della Calabria, con la quale passano al centrosinistra quattro regioni». A lui hanno fatto eco Renato Schifani («L'eccellente risultato ottenuto dalla coalizione Alleanza popolare tra Ncd e Udc in Calabria ha evitato il tentativo di chi voleva mortificare e penalizzare il nostro progetto politico, facendolo miseramente fallire. Questo eccellente traguardo, frutto del grande impegno e spirito di abnegazione di tutti i nostri militanti, candidati e dirigenti nazionali, premia un progetto che al più presto troverà una cornice nazionale attraverso il coinvolgimento politico in una nuova realtà che chiamerà all’appello tutti quei milioni di italiani che, collocandosi nei valori del popolarismo europeo, hanno da tempo abbandonato il voto a Fi) mentre il coordinatore calabrese del partito di Alfano, Antonio Gentile parla di «un risultato strategicamente importante anche per il Governo nazionale la cui tenuta è molto legata al ruolo di Ncd Calabria e alla sua forza. Abbiamo superato abbondantemente - dice - il quorum e vinto una grande battaglia di autonomia e di libertà. Siamo dovuti partire operativamente il 22 ottobre, con consiglieri uscenti, addirittura il capogruppo tra gli altri, che hanno lasciato la nostra lista perchè assaliti dalle profferte di Forza Italia. Abbiamo ricandidato solo 4 consiglieri su 18 e con liste pulite, senza compromessi con nessuno. Abbiamo dovuto sopportare il tentativo di Fi di estrometterci dalle istituzioni come unico obiettivo della sua suicida campagna elettorale. Grazie a tutti i candidati delle tre circoscrizioni, a Nico D’Ascola, agli amici dell’Udc abbiamo vinto una grande battaglia».

In Forza Italia, invece, le acque appaiono particolarmente agitate con Raffaele Fitto che dal suo blog lancia strali e chiede un pieno azzeramento: «Mi auguro - scrive - che nessuno si azzardi a minimizzare o a cercare alibi per il nostro drammatico risultato in Calabria e in Emilia Romagna, regione in cui siamo stati addirittura doppiati dalla Lega. E sarà bene ricordare, passo dopo passo, tempi e modalità delle scelte che sono state compiute - con clamorosi errori - per definire le candidature e le alleanze». Per Fitto «non abbiamo il diritto di nasconderci dietro l’astensione, che colpisce soprattutto noi, aggravando la tendenza già manifestatasi alle Europee, abbiamo perso 6 mesi. Che dovevano servire (come proposto da tanti di noi) sia per un serio rilancio sui contenuti, sia per un rinnovamento interno guidato dal coinvolgimento dei cittadini e dal superamento del metodo antistorico delle nomine e delle cooptazioni. A questo punto, mi pare il minimo azzerare tutte le nomine, per dare il via a una fase di vero rinnovamento. Forza Italia, se vuole ancora avere un ruolo nella vita politica italiana e recuperare i milioni di elettori delusi e astenuti, deve letteralmente rifondarsi».

LA VOCE DEI CANDIDATI - Non è andato oltre l’1,35% dei consensi Domenico Gattuso, candidato della lista "L'Altra Calabria", che si richiama al leader della sinistra greca Tzipras e non nasconde un pò di delusione: «Diranno - scrive su Facebook - che abbiamo fatto testimonianza, che viviamo fuori dalla realtà, che la sconfitta era certa. I risultati non premiano la fatica e l’impegno profuso da tanti; ma la responsabilità è mia in primo luogo e la assumo per intero. Ringrazio di cuore tutti i nostri sostenitori - prosegue Gattuso - tutti e 24 i candidati che si sono battuti come leoni. Noi manteniamo il nostro sorriso mite e la consapevolezza che siamo nel giusto. Continuiamo a costruire - conclude - non possiamo fermarci, anche se sarà dura ripartire».

Di ben altro tenore le prime dichiarazioni di Nico D'Ascola che sulla scia dei leader del suo partito commenta che «il mio successo non sarebbe arrivato se non avessi dimostrato la condizione politica crepuscolare e rinunciataria di Forza Italia e quindi la necessità che il ceto medio ed i moderati tutti abbiano una nuova, più vigorosa ed entusiastica rappresentanza politica». Per DìAscola «quando si mettono in campo le idee, la loro forza di persuasione e soprattutto l’impegno che viene da un nuovo soggetto politico che tuttavia rappresenta la più bella tradizione della politica italiana, ossia quella che si riflette nella rappresentanza del popolo dei moderati, i risultati giungono immancabilmente. I punti di forza di questa mia campagna elettorale - conclude - sono stati costituiti dalla presentazione agli elettori di Alternativa popolare e quindi di un partito che eredita la storica convergenza tra mondo cattolico e mondo liberale».

«Formulo a Mario Oliverio gli auguri di buon lavoro. Non è semplice la sfida che ha di fronte, ma sono certa che l’ampio e netto consenso ricevuto dagli elettori gli darà la forza di compiere quelle scelte radicali necessarie ad invertire la rotta della regione». Wanda Ferro, candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Calabria, dopo aver preso atto dell’esito del voto ha fatto gli auguri ad Oliverio non senza rimarcare come abbia «dato il massimo in queste poche settimane che ho avuto a disposizione per girare in lungo e in largo la Calabria, incontrare i cittadini e proporre un progetto di totale rottura con il passato, un’idea di rinnovamento nel segno delle regole, della meritocrazia, della libertà dai condizionamenti».  Sulle tre liste la Ferro aggiunge che «è stata una scommessa: senza la forza trainante dei tanti candidati sul territorio, mi sono rivolta direttamente alla gente, ai giovani delusi dalla politica, a quanti non hanno più fiducia nella capacità delle istituzioni di dare risposte ai bisogni dei cittadini. Speravo che questo dissenso si traducesse in una scelta di campo, ma così non è stato, la gente è rimasta a casa e ancora una volta ha vinto l'astensionismo. Il principale impegno di tutte le forze politiche, di governo e di minoranza, dovrà ora essere quello di ricostruire un rapporto di fiducia tra la politica, le istituzioni, i cittadini. Se sapremo dimostrare nell’attività quotidiana serietà, coerenza, trasparenza, sobrietà, capacità, coraggio nelle scelte, senso di responsabilità, riusciremo forse a coinvolgere nuovamente i cittadini nelle scelte decisive per il futuro della nostra terra».

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