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Renzi torna in Calabria dopo la vittoria di Oliverio
Visita alla Omeca e sfida i sindacati in agitazione

Calabria

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REGGIO CALABRIA – Passa per Catania, accompagnato dal sottosegretario Graziano Delrio e poi in tarda mattinata va dritto all'Ansaldo Breda di Reggio, alle ex Omeca, il premier Matteo Renzi. Non si ferma. Neanche davanti ad uno scontro annunciato, ad uno sciopero programmato, poi smentito, trasformato in “agitazione” del solo stabilimento industriale, scelto come location dell'incontro. Il primo ministro diserta, per questioni di tempo e sicurezza, la riunione in prefettura e quella a Palazzo San Giorgio. Ha una sola meta: la fabbrica. Renzi stringerà le mani del sindaco Giuseppe Falcomatà e del neo governatore Mario Oliverio, appena incoronato, davanti agli operai. Il suo punto di partenza, dopo la quarta visita a Reggio, è proprio lo stabilimento industriale che produce treni, un cui ramo d'azienda potrebbe essere ceduto ai cinesi. Renzi promette e stavolta mantiene. Ad ogni suo incontro pubblico ormai si trova davanti la piazza che insorge. Ma non ne ha timori. Lo dimostra oggi. 

In fondo in Calabria non ha candidati da rilanciare, elezioni e passerelle da compiere, la filiera è completa per il centrosinistra: c'è il governo centrale, il Comune e la Regione. La cabina di regia non è una baggianata, è questo quello che oggi Renzi, partendo da una fabbrica, deve dimostrare. E ha voglia di farlo. Intanto la vicenda dello sciopero della Fiom - Cgil è apparso ieri dalle note stampe che si rincorrevano come una vera e proprio attacco ad personam. Prima la Cgil Calabria, la Fiom Cgil in una nota affermano che c'è una giornata di otto ore di sciopero. La Uil attraverso il segretario generale, Carmelo Barbagallo ribatte di non essere d'accordo e di aver chiesto alla Fiom un passo indietro. Da Roma Susanna Camusso, segretario generale della Cgil è alle strette e charisce: «Non c'è nessuno sciopero da revocare perché non c'è nessuno sciopero proclamato per domani», precisa e spiega che è stata tutta colpa: «di un errore di interpretazione» nella notizia riportata e che invece c'è «lo sciopero in un’azienda», la AnsaldoBreda, per la vertenza in corso. 

La fabbrica scelta dal primo ministro per ricominciare, per rilanciare – se è vero – il lavoro dal sud. Renzi prima di Reggio sarà a Catania in un altro stabilimento e infine salirà lo Stivale per giungere ad Avellino, anche qui in una fabbrica. Stavolta il capo del governo parla agli operai, in ogni sua tappa però troverà la Cgil in piazza. Schierata. A Reggio intanto per rendere il clima ancor più rovente nei pressi della Prefettura ci sarà anche un presidio di Lsu ed Lpu, segno del tempo certo e della crisi, ma anche di un elemento prettamente politico. E' chiaro che la visita del primo ministro viene accolta in maniera diversa dai sindacati. Il segretario generale della Cisl calabrese, Paolo Tramonti e il segretario generale dell’Ust Cisl di Reggio, Domenico Serranò si affidano ad una nota e ribadiscono: «Giudichiamo positivamente l’istituzione della 'cabina di regia’ da parte del Governo a condizione che la stessa venga resa realmente operativa ed in grado di incidere sia sul fronte della gestione delle tante emergenze sociali presenti che per programmare e attuare quegli interventi in grado di invertire l’attuale trend e favorire il rilancio produttivo, economico e sociale dei nostri territori». Insomma almeno c'è chi prova ad ascoltare se ha un significato che Renzi arrivi al sud, in fondo in tre mesi non si era mai visto tanto spesso giungere un capo di governo in riva allo Stretto. E qui gli operai, i disoccupati in fondo più di altri avrebbero bisogno di un intervento operativo del governo. Senza proclami e scontri gratuiti.

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