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Si chiude l'era Stasi-Scopelliti alla Regione
Il bilancio: «Raggiunti gli obiettivi, meritiamo 8+»

Calabria

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CATANZARO - Dopo un ultimo sopralluogo nella Cittadella, ormai ultimata al 99%, la Giunta regionale uscente, con a capo la presidente facente funzioni Antonella Stasi, ha incontrato i giornalisti a Catanzaro per illustrare il lavoro realizzato dall’esecutivo nel corso della legislatura. Insieme alla presidente Stasi hanno partecipato all’incontro gli assessori Mario Caligiuri, Domenico Tallini, Demetrio Arena, Nazzareno Salerno e Francesco Pugliano ed il sottosegretario alla Protezione civile, Giovanni Dima. Ma per il cambio della guardia a la fine della travagliata legislatura di centrodestra, non poteva mancare, tra il pubblico, l’ex presidente Giuseppe Scopelliti, che non ha preso comunque la parola.

Stasi ha rilanciato il periodo di guida targato Scopelliti: «La nostra Amministrazione - ha detto - ha raggiunto moltissimi obiettivi e se dovessimo darle un voto sarebbe un otto più. Solo nel settore dei Lavori pubblici, per esempio, abbiamo investito due miliardi di euro».

«Avremmo potuto tenere questa conferenza stampa - ha continuato - prima delle elezioni regionali, presentando ai calabresi quello che la futura Giunta eredita, ma abbiamo preferito non interferire con la campagna elettorale. Quello che ci auguriamo è che il prossimo presidente non vanifichi gli sforzi fatti e continui il lavoro che abbiamo compiuto fino ad oggi».

Molti gli argomenti trattati, ma un esame più approfondito è stato dedicato alla Sanità e al porto di Gioia Tauro. «Mi preme sottolineare - ha aggiunto la presidente uscente - che gli obiettivi raggiunti nella Sanità, che abbiamo ereditato con un debito miliardario, sono tutti merito della Giunta Scopelliti, dal pareggio di bilancio allo sblocco del turn-over, ma anche alla crescita dei punteggi dei Livelli essenziali di assistenza. Le passerelle dei vari ministri che hanno cercato di prendersi il merito di altri sono state inutili. Così come la questione Gioia Tauro. La Zes, sulla quale come Giunta abbiamo lavorato, è un problema politico del Governo centrale, che non vuole investire nella Calabria perché la Zes a Gioia Tauro potrebbe interferire e dar fastidio ad altri porti, modificando la geografia internazionale del traffico merci. In questo dovranno essere lungimiranti i nostri successori, che hanno la fortuna d’avere un esecutivo centrale che li sostiene, o dovrebbe sostenerli».

«L'operato di Scopelliti - ha dichiarato Mario Caligiuri - è e sarà sotto gli occhi di tutti. Il successo di ogni assessorato, come il mio alla Cultura, è dovuto al suo indirizzo
chiaro». Caligiuri ha anche sottolineato che «alle ultime regionali ha votato solo il 44% degli elettori, un fallimento per la democrazia, che sta diventando un fatto di minoranze organizzate».

«Il mio assessorato - ha spiegato Demetrio Arena, assessore uscente alle Attività produttive - ha concentrato gli sforzi per facilitare l’accesso al credito da parte delle imprese. Ha abolito le Asi, le aree per lo sviluppo industriale, che erano inutili, risparmiando per il settore circa un milione e mezzo di euro».

Secondo l’assessore Tallini, «le dimissioni di Giuseppe Scopelliti sono state un errore. Se lui non si fosse dimesso - ha aggiunto - avremmo potuto presentare ai calabresi il nostro operato evitando analisi strumentalizzate e sbagliate». L’assessore Salerno, che ha avuto la delega al Lavoro, ha analizzato le problematiche del suo settore, rimarcando come «tutti i problemi nell’ambito lavorativo dei calabresi sono frutto di politiche sbagliate del passato. Noi abbiamo solo cercato di risolvere questioni annose, in molti casi riuscendoci, ed in altri, quando la soluzione dipendeva dal Ministero dell’Economia come per gli Lsu e Lpu, alzando le mani».

L’assessore Francesco Pugliano ha rilevato come «sulle questioni dell’ambiente la Giunta Scopelliti abbia prodotto molti fatti. Prima c'erano stati solo parole e studi».
La presidente Stasi ha fatto infine riferimento alla sconfitta del centrodestra alle ultime elezioni regionali. «Non mi inoltro - ha detto - in analisi politiche, che non mi
appartengono. Ciò che penso, però, è che nel centrodestra sia mancato un vero leader».

 

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