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Renzi: «La Calabria madre di tutte le battaglie»
E dall'assemblea Pd: «In bocca al lupo ad Oliverio»

Calabria

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CATANZARO - L'assemblea nazionale del Partito democratico rappresenta un nodo cruciale per gli equilibri di governo ma il segretario nazionale del primo partito d'Italia nonché presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non ha perso l'occasione per ritornare sul recente dato elettorale che per quanto riguarda la Calabria lo scorso 23 novembre ha decretato la vittoria di Mario Oliverio e del centrosinistra (LEGGI).

Nel corso del suo discorso alla platea Dem, infatti, il premier ha esaltato i risultati elettorali dell'ultimo anno che hanno visto la coalizione di centrosinistra primeggiare in ad ogni scadenza ricordando che «abbiamo vinto cinque regioni su cinque» ma scendendo nello specifico, poi, Renzi ha aggiunto: «Senza far torto agli altri, lasciatemi fare un gigantesco in bocca al lupo soprattutto a Mario Oliverio che guiderà la regione più difficile d’Italia che è la Calabria». 

Un riconoscimento e un incoraggiamento che non si ferma solo ad un generico in bocca al lupo da parte di Renzi perché subito dopo il presidente del consiglio ha aggiunto che «non che la vittoria di Stefano, di Sergio, di Luciano, di Francesco - riferendosi agli altri presidenti delle regioni del centrosinistra - siano meno belle o prestigiose ma - ha puntualizzato - certo è che la Calabria è la madre di tutte le battaglie, per tanti motivi».

Riguardo, poi, gli scioperi e le manifestazioni dei sindacati, che anche in Calabria hanno registrato una notevole affluenza (LEGGI), ha aggiunto che «è finito il tempo nel quale il potere di veto l’avevano i sindacati con le manifestazioni di piazza. Noi ascoltiamo tutti e cerchiamo di fare tesoro di tutto, ma poi si va avanti». Questo perché «siamo stati eletti all’assemblea del Pd e non nell’esecutivo della Cgil, rispettiamo chi sciopera ma in questo caso non si è trattato solo delle conseguenze dell’analisi del Jobs act perchè sulle leggi di Monti e della Fornero i sindacati sono stati zitti mentre a noi è stato risposto con uno sciopero. C'è una domanda che viene da una parte del Paese che rispetto e che voglio ascoltare, se non vuoi andare con il freno a mano è normale che ci sia qualcuno che dica non sono d’accordo. Questo va ascoltato. Ma quando sento Barbagallo parlare di resistenza, poi leggo le ultime lettere sui distacchi sindacali e allora non ce lo vedo proprio a dire resistenza».

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