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Regione, Magorno apre le porte al Nuovo centrodestra
«Sì a un tavolo per le emergenze ma senza inciuci»

Calabria

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COSENZA - Con Ncd il dialogo «si può aprire anche in Calabria». A pochi giorni dalla prima seduta del nuovo Consiglio regionale (LEGGI), Ernesto Magorno, segretario regionale del Pd, apre le porte ad un dialogo costruttivo con il Nuovo centrodestra, alleato a livello nazionale tendendo fede a quanto detto dal senatore Antonio Gentile nell’intervista al Quotidiano (LEGGI): «Dialogo su emergenze e riforme della Regione alla luce del sole e senza inciuci». 

Ernesto Magorno, sentito anche Mario Oliverio, lo ribadisce più volte nel corso di questa intervista: «Il centrosinistra ha vinto e governa» per il resto «nessuna preclusione ideologica» consapevole di parlare con una forza politica alleata a Roma. Magorno da segretario regionale del Pd da settimane fa collante fra Mario Oliverio e il Nuovo centrodestra, in continuo contatto con la segreteria nazionale. 

Segretario, il coordinatore regionale di Ncd offre la propria disponibilità per aprire un tavolo tecnico sulle emergenze. Dichiara di non chiedere posti, tanto meno la presidenza del consiglio regionale. Come valuta questa svolta? 

«Ho intravisto un approccio maturo e responsabile nell’intervista al Quotidiano e il segnale che vi è, più in generale, una consapevolezza nuova di fronte al compito che attende la classe politica calabrese nei prossimi anni. Sulla questione dei “posti”, come correttamente afferma lo stesso Gentile e com’è oggettivamente avvenuto, c’è una maggioranza che ha vinto ampiamente le elezioni regionali presentandosi con una sua coalizione e un suo programma . Fare accordi “postumi” sarebbe un voltafaccia nei confronti di quegli elettori che ci hanno premiato, e su questo il Presidente Oliverio ha sempre assunto una posizione netta che io condivido e sostengo pienamente. Quella del tavolo sulle emergenze è sicuramente una proposta da considerare positivamente e valutare, e visto che le problematiche che da subito si troverà ad affrontare il Governo regionale sono talmente impellenti e gravi che necessitano di uno sforzo comune e per alcune di queste di una coesione che sorvoli gli stessi schieramenti. Questo, lo ribadisco per non dare adito ad eventuali malintesi o “inciuci”, nel pieno rispetto di quanto ho detto sopra: c’è una maggioranza che ha vinto le elezioni che governerà con le sue forze senza accordi di alcun genere». 

Il rinvio dell’insediamento del consiglio regionale è sembrato un passo falso. Possibile che dopo 40 giorni non siete in grado di trovare la squadra sui tre nomi dell’ufficio di presidenza? 

«Dopo quello che è successo negli ultimi anni, nella nostra regione vi è forse una generale diffidenza verso ogni passaggio politico che viene caricato, a volte, di significati che non corrispondono alla realtà delle cose. E’ così in questo caso. Io posso solo confermare quanto detto nella giornata stessa del rinvio: c’è stata una comunicazione riguardante l’impossibilità di partecipare di alcuni componenti dell’opposizione e per rispetto della pluralità della composizione del massimo organo di direzione del Consiglio Regionale, la maggioranza ha ritenuto di non opporsi al rinvio. Al di la di questa vicenda io vedo che c’è un Presidente che va avanti con determinazione e che il Pd è unito nel sostenerlo, vi è insomma la piena consapevolezza che bisogna fare presto e subito, senza incertezze per la Calabria e perché verso questa nuova fase di governo che si è aperta nella nostra regione il presidente Renzi ed il suo Governo non hanno mai nascosto di avere grandi aspettative. Non possiamo tradire né lui né le attese dei calabresi, e non abbiamo nessuna voglia di riproporre “trucchi e trucchetti” che lasciamo volentieri al passato.» 

Si parla di un “renziano” per Palazzo Campanella… 

«Non la metterei su questo piano. Pur nelle diverse sensibilità che esistono in un partito, che si chiama per l’appunto Democratico, in questa fase dobbiamo viaggiare senza indecisioni sulla linea dell’unità e del confronto. Il Pd che è uscito da queste elezioni è un partito che ancor di più unito e cosciente delle responsabilità che ha, e questo abbiamo il dovere di tradurlo concretamente nei nostri comportamenti. A breve assieme al Presidente Oliverio, incontrerò il gruppo consiliare del Pd e dei Democratici Progressisti per definire, ricercando la piena sintonia, una posizione comune sui futuri assetti del Consiglio. Ritengo che in questa partita del nuovo corso della regione possano e debbano essere coinvolte quelle straordinarie risorse e competenze presenti, nella nostra regione, nei settori cultura, dell'università, dell'imprenditoria, del lavoro, del terzo settore. Sarebbe un segnale importante, di reale apertura nei confronti della società calabrese, nelle sue espressioni migliori e maggiormente dinamiche.» 

La riforma della Statuto e l’introduzione dell’incompatibilità tra assessore e consigliere sono il decisivo banco di prova della maggioranza. Lei come valuta la richiesta di Oliverio su questi provvedimenti? 

«Oliverio ha intrapreso con decisione il percorso della riforma dello Statuto, nella direzione della ricerca quell'autonomia che gli è necessaria per governare secondo quello che è il mandato popolare e così com'è sostanzialmente garantito ai suoi colleghi in tutte le regioni italiane. Io credo che questo banco di prova sarà superato senza alcun problema, perché Oliverio saprà portare avanti questa riforma attraverso il confronto con i consiglieri regionali. D’altro canto lo stesso Presidente ha assicurato che le modifiche statutarie prevedono un attivo e ampio coinvolgimento del Consiglio. Insomma sono fiducioso e tranquillo c’è un clima fattivo e positivo, ribadisco che si è aperta una fase nuova per la nostra Regione che comporta grande impegno e sta producendo un atteggiamento diverso e responsabile, da parte di tutti.» 

Il senatore Gentile sostiene che Oliverio difficilmente sarà il commissario della Sanità, glielo impedirebbero le norme del nuovo patto della salute, lei invece ha detto che nel prossimo Consiglio dei Ministri sarà approvato il decreto. Come stanno le cose? 

«Io credo che sia giusto che Oliverio sia Commissario della sanità e sono certo che il Governo andrà in questa direzione. Quello della sanità è un settore vitale, disastrato da quello che è successo negli ultimi anni e che necessita di un lavoro immane. Sulla sanità, insomma, i calabresi si attendono grandi e immediate risposte, per questo deve essere uno dei fulcri dell’azione stessa di Governo e per questo non deve essere in alcun modo disgiunto dall’azione del Presidente stesso. Io credo che il governo nazionale comprenderà questo e nominerà Oliverio commissario.» 

Sulla gestione degli ultimi mesi della Regione non mancano ombre a proposito delle centinaia di contratti clientelari a cui si aggiungono i precari inviati anche nelle ASP. Che idea si è fatto? 

«L’idea di uno spettacolo poco edificante di fine impero, di un potere impazzito e in declino che ha cercato di autoconservarsi attraverso il mezzo che ha praticato in questi anni: la clientela. L’ho denunciato e lo abbiamo denunciato come democratici più volte attraverso la stampa e con atti concreti. Alle autorità competenti spetterà indagare e assumere i provvedimenti del caso, sul piano politico i calabresi e hanno fatto una scelta precisa e hanno detto, in maggioranza, che bisogna cambiare pagina.» 

Anche la Chiesa calabrese mostra segnali di rottura, condivide? 

«Papa Francesco con la sua visita in Calabria ha segnato un momento fondamentale per il riscatto futuro della nostra terra, ha lasciato un seme fecondo che ha poi prodotto la Pastorale dei Vescovi calabresi. Credo che uno dei privilegi di vivere in questa epoca sia quello di poter avere questo Pontefice come riferimento e guida. Anche se deve essere naturalmente letto nella sua complessità, La Pastorale è un documento eccezionale per la nostra terra. Alcuni passaggi sono segni indelebili nella coscienza di questa nostra terra laddove i Vescovi scrivono che senza “La 'ndrangheta non ha nulla di cristiano” e rappresenta anzi un’ “offesa esplicita alla religione cristiana”, che è “l’anti-religione”, e agisce “contro la vita dell’uomo e contro la sua terra” e può essere quindi considerata “in tutta evidenza, opera del male e del maligno”. Prese di posizione nette che segnano una condanna definitiva di ogni “zona grigia” e della distorta religiosità di cui si sono ammantate le organizzazioni criminali e che hanno dato vita al fenomeno dei cosiddetti “inchini”.» 

Dal governo, anche se in ritardo, arrivano i primi segnali per il precariato. 

«La contrattualizzazione e l’avvio del percorso di stabilizzazione di migliaia di Lsu e Lpu calabresi è un segnale concreto di quello che si potrà ottenere in questa nuova fase grazie all’azione combinata del Governo Nazionale e di quello regionale. Una vicenda ventennale, che sembrava senza fine e senza vie di uscita, che ha avuto una positiva accelerazione grazie agli impegni assunti e mantenuti dal Governo e alla determinazione che il Presidente Oliverio ha da subito assicurato in questa vicenda. A partire dall’esito positivo di questa problematica ritengo che, per il futuro, si debba instaurare con le parti sociali, un approccio positivo e improntato al dialogo e non al pregiudizio o al muro contro muro. E’ la premessa fondamentale in vista l’obiettivo e la sfida più grande: quella di creare le condizioni per ridare lavoro ai giovani attuando quelle politiche ed utilizzando le risorse che negli ultimi anni sono state colpevolmente disattese e trascurate. Chi non vuol vedere può far finta di non vedere e criticare lo stesso, ma è un fatto indubitabile che la Calabria sia a pieno titolo nell’agenda di governo e che lo stesso premier, come ho già detto, guardi alla rinascita di questa regione come una sfida da vincere e Renzi, com’è noto, è sempre molto determinato nelle sfide che affronta.» 

Le elezioni si sono svolte lo scorso anno, il Pd calabrese sembra ancora in letargo. 

 «Il partito calabrese è una forza che vive di un confronto continuo, ma è un partito vitale e consapevole del compito, non facile, che i calabresi gli hanno dato. Le ultime elezioni hanno prodotto il dato allarmante di una grave disaffezione nei confronti della politica e credo che recuperare questa distanza e sostenere l’azione del nuovo governo regionale saranno gli obiettivi principali che dobbiamo porci nel 2015. Non riusciremo a fare nessuna di queste due cose se non saremo uniti perché esiste un campo solo, il Pd, e non schieramenti contrapposti, fatto salvo che le diverse sensibilità vanno sempre tutelate. Il fatto di non avere congressi in vista ci consentirà di sviluppare il dibattito interno con tranquillità e di consolidare il nostro lavoro politico.» 

Come?

 «Dopo la prima metà di gennaio convocherò la direzione del partito nella quale sarà affrontata un’ampia discussione. Sarà questa l'occasione per presentare la nuova segreteria regionale, che segnerà un ulteriore slancio nella nostra azione rendendola sicuramente più incisiva. Il Pd va costruito insieme e con il contributo di tutti perché ha una responsabilità enorme: è la forza politica decisiva nel futuro della Calabria, è bene ricordarselo e far sì che questo sia il principio che guiderà ogni nostro passo che faremo e che dovremo fare in comune.» 

A Roma tra riforme ed elezione del presidente della repubblica vi attendono giorni complessi. 

«Renzi con una lettera a tutti gli iscritti del partito ha rivendicato la profonda azione riformatrice che il Pd sta portando avanti nel paese, premiata per questo dal consenso degli italiani, e l’autorevolezza che l’Italia ha riottenuto a livello internazionale. Il lavoro da fare è tanto ed è impervio ma in Calabria come nel resto dell’Italia, come dice Renzi, questo merita la nostra fatica, la nostra energia, il nostro entusiasmo. In questo saremo spronati anche dall’invito all’unità ed alla salvaguardia delle istituzioni che ha rivolto a tutti il Presidente Napolitano. A lui voglio rivolgere a nome del partito calabrese la gratitudine per l’autorevolezza dimostrata in questi anni e per il ruolo di Garante della Costituzione e dell’Unità Nazionale cui non è mai venuto meno in questi nove anni.»

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