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Consiglio Regionale, Gentile rassicura Oliverio
ma chiede il rispetto delle regole per l'ufficio di presidenza

Calabria

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«CIÒ che dice Oliverio è condivisibile, mi chiedo se riuscirà a far diventare fatti concreti le sue enunciazioni». Il coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra Tonino Gentile, a pochi giorni dalla prima seduta del consiglio regionale, invita il presidente della Regione a «stare sereno» sul tema delle riforme dando la disponibilità ad aprire un confronto «alla luce del sole» sulle gravi emergenze della Calabria. «Non chiediamo posti – mette subito le mani avanti il senatore - il centrosinistra ha vinto ed è giusto che governi». 

(LEGGI LA REPLICA DI MAGORNO A QUESTA INTERVISTA)

Senatore però non capiamo cose volete voi dell'Ncd dal Pd 

«Ncd collabora con il governo Renzi, mentre in Calabria è una forza autonoma che vale il 9%, siamo una realtà nonostante molti non ci davano per morti. Durante la formazione delle liste c'è stato più di un approccio con il Pd nazionale, ma il presidente Oliverio si è opposto ad un eventuale accordo pre-elettorale.» 

Si aspettava un’apertura? 

«Aveva le sue buone ragioni e in parte le ho anche condivise, noi uscivamo da una guerra fratricida dovuta anche alla presenza di forze eterogenee presenti in quel progetto che poi sono state sconfitte dal corpo elettorale. Certo, c'erano delle forze rappresentate da Scopelliti e altri che rappresentavano sponde in altri lidi e Oliverio che invocava discontinuità aveva ragione a dire di stare distaccati. Il risultato elettorale gli ha dato ragione, il centrodestra si è diviso per responsabilità esclusiva dei dirigenti di Forza Italia che non hanno voluto un accordo programmatico di lungo corso. Oggi posso dire che la sinistra, come noi prevedevamo, ha vinto le elezioni e il Ncd ha avuto una bella affermazione, Forza Italia è uscita sconfitta, ancora di più per la mancata presenza della signora Wanda Ferro nel consiglio regionale. Tutto ciò è dovuto ad un'improvvisazione nella formazione delle liste e del gruppo dirigente che non ha saputo nemmeno capire che la nuova legge elettorale non prevedeva la presenza della candidata alla presidenza in consiglio.» 

Ma questo è il passato, il 7 gennaio si apre una nuova fase. 

«Certo, oggi c'è una situazione diversa, noi abbiamo fatto una battaglia autonoma è abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, il centrosinistra ha vinto e si apre una prospettiva diversa.» 

State cercando un accordo? 

«Non si tratta di fare accordi di gestione, amministrare tocca alla sinistra che ha vinto le elezioni, noi chiediamo un accordo politico sulle emergenze.» 

Perché Oliverio dovrebbe dire di sì? 

«Il presidente sa quali sono i problemi della Calabria, la Regione è un vulcano in continua eruzione, ogni giorno ci saranno emergenze. Io sostengono che su temi come il lavoro, la lotta alla mafia, le infrastrutture e la sanità, non possono che esserci convergenze, più larghe sono e meglio è per l'ente, i cittadini e per Oliverio. Quindi noi non chiediamo strapuntini come qualcuno vuol fare immaginare» 

Si parla della vostra richiesta della presidenza del consiglio regionale. 

«Noi non dobbiamo riequilibrare alcun rapporto, i processi si costruiscono lentamente e sui problemi non su posti da occupare». 

E se poi tra qualche mese tornerete a dialogare con Forza Italia? 

«Fino a quando questo gruppo dirigente di Forza Italia, eterodiretto da Roma, non se ne andrà a casa non ci sarà nessun dialogo. Non si possono costruire alternative al centrosinistra con questo gruppo dirigente di Forza Italia. Questi sono stati sconfitti, noi siamo autonomi da loro». 

Concretamente come immagina di poter costruire un'intesa? 

«I processi politici si costruiscono un passo alla volta, noi sappiamo benissimo che ci sono delle difficoltà all'interno del Pd calabrese. Del resto Oliverio ancora si deve insediare e gli hanno procurato delle gaffe serie come il rinvio dell'insediamento e la vicenda dei precari mandati all'Asp». 

Sui precari, però, ha già annunciato dei provvedimenti. 

«Ha ragione quando dice che utilizzerà la frusta, ma deve guardare non solo da una parte ma in ogni settore perché sulla gestione del precariato sono state commesse delle illegalità diffuse. Oliverio faccia bene il suo dovere e noi lo sosterremmo, così finalmente daremo una moralità alle assunzioni pubbliche della nostra regione.» 

Nella bufera c'è l'Asp di Cosenza, guidata da persone a lei vicine. 

«Guardi che all'Asp di Cosenza gli elenchi dei precari da utilizzare sono stati forniti dal Dipartimento Lavoro della Regione Calabria. E in quel dipartimento negli ultimi mesi sono accadute cose strane che spero che anche la magistratura chiarisca. Le ricordo che non c'è solo il caso degli elenchi multipli inviati all'Asp di Cosenza ma anche le centinaia di contratti fatti da enti sub regionali a giovani presi in giro e tornati dopo poco tempo disoccupati. Su queste cose Oliverio deve avviare un chiarimento in tempi brevi e non aspettare la nomina di commissario della sanità come lui dice. Sia chiaro, tutto è nato al Dipartimento Lavoro e non all'Asp di Cosenza. Quindi, ribadisco, oggi il presidente Oliverio ha tutti gli strumenti in mano per porre rimedio a questa indecenza».

 Il 7 gennaio si insedia l'ufficio di presidenza, che ruolo giocherà Ncd? 

«Noi non faremo accordi di soppiatto con nessuno, se ci è data la possibilità proporremo dei nominativi per l'ufficio di presidenza e chiederemo i voti.» Ma le minoranze sono due. «A maggior ragione vanno rispettate entrambe, non possono pensare che una venga tagliata fuori.»

 E se lo facessero? 

«Prenderemmo le contromisure. Mi creda se ci accorgessimo che certi personaggi dovessero continuare con la vecchia politica e le vecchie logiche non staremo fermi. E giusto che la maggioranza elegga i suoi e le due minoranze i propri. La linea che seguiremo è quella istituzionale». 

Il rinvio del consiglio fa intuire trattative in corso

«Il rispetto degli elettori viene prima di tutto, non si possono calpestare le regole democratiche per questioni personali o di potere, chi lo farà dovrà assumersi tutte le responsabilità di fronte agli elettori. In politica, come è noto, quando si commettono errori non si pagano mai il giorno dopo, ma nelle fasi successive. Noi ci opporremo con gli organi di partito, i senatori e ogni mezzo. Io sono convinto che la sinistra non si presterà a giochetti al massacro, altrimenti si ingarbuglierà la vita della Regione. E poi, credo, non conviene a nessuno incrinare anche i rapporti di tipo personale». 

C'è chi legge l'uscita dall'aula del Senato sulle riforme di una truppa di senatori guidata da lei come un segnale da dare al Pd e a Renzi anche sulle questioni della Calabria. 

«Pura fantasia. Le vicende nazionali non si possono legare a quelle regionali. La scorsa estate sono arrivati a dire che il ministro Lorenzin rispondeva alle mie sollecitazioni sulla nomina del commissario della sanità, nulla di più falso. Quella mattina all'alba abbiamo approvato la legge di stabilità e il bilancio dello Stato, mentre si stava chiudendo la seduta è arrivata la richiesta di incardinare la riforma delle legge elettorale, noi abbiamo detto di no dopo che all'interno del partito c'è stata una discussione molto forte, perché non era all'ordine del giorno. E' vero che Renzi “è rock” e molti sono “lenti”, ma io non sono né “rock” e né “lento”, voglio solo capire le cose e molti senatori la pensano come me». 

Quindi non vuole mettere in crisi il governo Renzi? 

«Noi vogliamo riaffermare un principio: siamo un partito che collabora con Renzi per la guida del Paese, ci auguriamo di farlo anche alla Regione Calabria in uno spirito politico e non di acquisizione di fette di potere. Legare le due vicende è solo una strumentalizzazione, il Pd di Renzi sarà anche granitico ma noi vogliamo riconosciuto quel 4,5% che abbiamo preso alle elezioni europee». 

Forse siete anche sovradimensionati. 

«Certo abbiamo ministri e anche sottosegretari, alcuni di questi per la verità non brillano per capacità di governo. Su questo si deve fare un discorso con Renzi per riequilibrare le cose, perché nelle Regioni del Sud Ncd ha una sua forza e questa va riconosciuta». 

Però negli ambienti politici si dice che lei stia facendo di tutto per non far nominare Oliverio commissario della sanità per fare posto ad un tecnico. 

«E' una grande menzogna fatta circolare ad arte. Il commissario viene scelto dal ministero dell'Economia e della Salute, la Calabria sarà sotto piano di rientro per almeno un anno e mezzo. Il nuovo Patto della Salute prevede che il commissario deve essere un tecnico e non più il presidente della Regione. Oliverio potrà anche fare il commissario se la legge glielo consente, oppure potrà scegliere un tecnico di sua fiducia in accordo con i ministeri. Quindi nulla di personale. Ho letto alcune riflessioni di fini giuristi, per la verità sempre alla ricerca di prebende, che danno delle valutazioni in perfetta violazione delle leggi dello Stato indicando come certa la nomina del presidente a commissario. A questi giuristi consiglio di andarsi a leggere le norme. Noi dicemmo per prima che la Ferro non sarebbe entrata in consiglio regionale, oggi diciamo che la nuova legge non consente ad Oliverio di essere nominato commissario. Poi per ragioni di opportunità politica il Consiglio dei Ministri può fare quello che vuole e noi del Nuovo centrodestra non abbiamo nulla di personale in contrario. Non abbiamo poteri sul ministro Lorenzin perché è brava e deciderà in autonomia insieme al governo. Inoltre ad Oliverio, che ha vinto le elezioni, gli va riconosciuto l'onore della vittoria, l'unica cosa che gli chiediamo è di mettere ordine al Dipartimento Salute perché abbiamo risanato i conti con grandi sacrifici e nell'ultimo anno ci sono stati colpi di coda su cui bisogna fare chiarezza.» 

Come giudica questo inizio di Oliverio all'insegna della sobrietà e rigore? 

«Mi auguro che abbia la forza di fare quello che dice, è un politico di lungo corso, con esperienza e conosce tutte le magagne di questa terra; poi ha detto di voler fare il presidente solo per 5 anni, quindi avrà più forza dei suoi predecessori per affermare alcuni principi che vanno rispettati. Le chiedo: Oliverio ce la farà ad affrontare una campagna di questa natura, non per predicare virtù di buon governo ma per affermale?» 

Secondo lei? 

«Lui ha detto di aver già individuato alcuni settori dove intervenire, lo faccia subito e lo dimostri. Il dimezzamento di indennità e rimborsi sono nel nostro programma elettorale, gli consiglio di leggersi la relazione del servizio ispettivo del ministero dell'Economia che mette a nudo le gravi situazioni in cui versa l'apparato burocratico della Regione. Molti burocrati non hanno i requisiti, altri si sono impossessati di cariche importantissime che non gli toccavano. Questa distorsione non ha avuto riscontro nelle procure della repubblica e Oliverio, immagino, non credo voglia commettere l'errore fatto da noi nel 2010 a volte per quieto vivere e a volte per viltà. Oggi Oliverio può fare un'azione di bonifica e noi lo sosterremo nel rispetto della garanzie costituzionali dei singoli.» 

Lo sosterrete anche nella riforma dello Statuto? 

«Non so se Oliverio avrà i numeri in consiglio regionale per fare quelle riforme che ha annunciato, noi aspettiamo la proposta formale e la valuteremo. So per certo che nel suo partito troverà molte resistenze». 

Ma voi siete disponibile a discuterle? 

«Se si fa una commissione speciale sulle riforme noi abbiamo uomini importanti in consiglio regionale e nel partito per dare un contribuito importante e qualificato».

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