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Non ci sono donne, quattro giunte comunali da rifare
I sindaci protestano: «Presenteremo ricorso al Consiglio di Stato»

Calabria

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Cadono quattro giunte comunali in Calabria. Si tratta di Montalto Uffugo, Vaccarizzo Albanese e Torano Castello (tutti nel Cosentino) e Rombiolo nel Vibonese. Il Tar ha accolto il ricorso presentato dalla consigliera regionale di Parità Stella Ciarletta che aveva segnalato l'assenza di donne negli Esecutivi, in netto contrasto con quanto prevede la legge Delrio sulla parità di genere. I sindaci ora dovranno nominare delle nuove Giunte nelle quali la rappresentanza tra i due sessi dovranno essere rispettate.

A prendere pubblicamente posizione i sindaci di Montalto e Rombiolo, Caracciolo e Navarra. Ovviamente in tutti e quattro le città, l'opposizione tuona e invoca le dimissioni degli amministratori in carica.

QUI MONTALTO. «Noi ricorreremo con un ricorso al Consiglio di Stato perché la sentenza è sbagliata – si difende così Pietro Caracciolo, primo cittadino di Montalto Uffugo – c’è una circolare ministeriale dove si afferma che se ci sono difficoltà di reperire presenze femminili non è obbligo attenersi alla percentuale del decreto di legge. Noi abbiamo protocollato note in cui è testimoniato il nostro iter seguito per inserire un’altra donna in Giunta e dove sono citate professioniste che non hanno accettato l’incarico». «Il giudice ha ritenuto erroneamente che le dichiarazioni che noi abbiamo allegato erano le dichiarazioni delle due consigliere comunali che non hanno accettato l’incarico assessorile. Tutto ciò è ripetuto ben due volte nella sentenza, ragion per cui noi abbiamo la possibilità del ricorso» spiega ancora il sindaco che tiene inoltre a precisare: «Ovviamente noi abbiamo continuato a cercare donne da inserire nell’Esecutivo ma devono essere anche scelte di competenze e non di numero. Ricerca questa da me iniziata prima che uscisse la sentenza».

QUI ROMBIOLO. «Prendiamo atto del dispositivo del Tar che rispettiamo ma non condividiamo – è invece la posizione del sindaco di Rombiolo Giuseppe Navarra – e stiamo valutando se presentare un ricorso. Da noi sono diventati assessori i consiglieri che avevano ottenuto il maggiore consenso. La dottoressa Ciarletta, piuttosto, così sensibile a questa tematica, dovrebbe spiegare il perché non ha mosso obiezioni quando alle regionali nella lista del Pd di Reggio Calabria l’unica candidata donna era lei. La parità tra i sessi è un diritto costituzionale ma io sono della convinzione che quando una donna ha le qualità e il consenso si fa strada da sola, senza imposizioni normative

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