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Regione, Oliverio boccia l'opposizione: «Parla in politichese»
e sulle riforme aggiunge: «Il cambiamento è inarrestabile»

Calabria

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CATANZARO - Martedì 20 gennaio il Consiglio regionale si riunirà per modificare lo Statuto e di fatto dare il via reale all'amministrazione regionale targata Mario Oliverio (LEGGI) che ha chiesto, prima di nominare la giunta, di variare la carta fondamentale della Regione per inserire nella formazione dell'esecutivo assessori esterni. I primi mesi saranno dunque decisivi per dare l'impronta alla gestione politica-amministrativa. 

In quest'ottica, proprio il presidente della Regione ha voluto cominciare a mettere in chiaro quelli che saranno gli obiettivi prioritari del suo mandato, partendo dalla considerazione che «la stagione del cambiamento che abbiamo inaugurato è irreversibile. Nessun tipo di resistenza potrà ostacolare riforme necessarie ed urgenti». 

Oliverio ha poi puntualizzato come, con la squadra che lo sostiene, «siamo animati da un obiettivo semplice, rivolto esclusivamente alla tutela del bene comune. La nostra ambizione è quella di costruire una Regione "normale", che non sia fonte di sprechi e di privilegi, ma amica dei calabresi e che non sia un ostacolo alla crescita della Calabria». 

Su queste basi il governatore punta il dito su chi «si attarda nei vecchi vizi della politica», invitando a mettere da parte «il politichese» e a rimboccarsi le maniche per poi chiairire che il riferimento è a chi «tenta goffamente di interpretare il ruolo di oppositore dopo essere stato co-protagonista e responsabile dello sfascio amministrativo ed istituzionale di questa regione» (LEGGI IL RECENTE COMMENTO DI DOMENICO TALLINI SULLA RIFORMA ELETTORALE). 

Riguardo il futuro, poi, Oliverio detta i punti in agenda partendo «dalle possibili migliori riforme» e rivolgendosi a chi è all'opposizione offre l'occasione «se ne hanno voglia e capacità, pur se collocati alla opposizione, di riscattarsi agli occhi dei calabresi» e per coglierla «è sufficiente che si misurino sul merito ed abbandonino pretestuosità e strumentalità. Non godono di nessuna credibilità invece se, quando ancora il treno delle riforme non è partito, si lasciano andare nel linguaggio di una opposizione stanca e inconcludente». 

Riguardo Cosenza e il sindaco Mario Occhiuto, poi, Oliverio accoglie positivamente le ultime affermazioni sul richiamo all'impegno della Regione sulla Sanità anche  se «tardive. Sono sinceramente soddisfatto - ha chiosato Oliverio - che la mia elezione a presidente della giunta regionale abbia potuto scuotere l’interesse di un sindaco che fino a qualche mese fa era stato silente e passivo di fronte al progressivo e quotidiano disfacimento del presidio ospedaliero dell’Annunziata, avvenuto in questi anni di governo di centrodestra». Ad ogni modo, la chiusura il presidente della Regione la riserva ad una apertura: «Per quanto mi riguarda - conclude - non ci sono recinti e chiusure, se c'è reale disponibilità ad accelerare e non ad ostacolare il cambiamento».

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