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Decisero di comprare tre macchine per studiare i tumori
Ne presero solo una e dopo anni non ha mai funzionato

Calabria

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REGGIO CALABRIA – I calabresi purtroppo non sanno di avere nella loro regione quegli stessi macchinari che vanno a utilizzare fuori dalla Calabria sostenendo costi aggiuntivi e, soprattutto, impoverendo la sanità calabrese. Se a Cosenza una ditta privata ha una Pet, una macchina che serve per scoprire l'insorgere dei tumori, ma non è mai stata utilizzata per pastoie burocratiche (LEGGI) lo stesso, o forse peggio, succede nella sanità pubblica.

Il Quotidiano oggi racconta l'incredibile storia dell'ospedale di Reggio Calabria. Nel suo articolo, Adriano Mollo, parte da quando nel 2009 la giunta regionale, presieduta da Agazio Loiero, affidò all’Azienda ospedaliera di Catanzaro la gestione dell’acquisizione di tre tomografi Pet rispettivamente per gli ospedali di Cosenza, Reggio Calabria e Catanzaro. In realtà ne fu acquistata solo una e inviata all’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria. E anche in questo caso, a distanza di 5 anni la Pet non è ancora entrata in funzione, nonostante il collaudo da parte dell’azienda costruttrice nel 2013. Il motivo? Essendo il reparto di medicina nucleare dell’Ospedale di fatto dismesso da anni, c’era bisogno di ristrutturare i locali e di nuovo personale, anche perchè nel frattempo è intervenuto il blocco del turnover.

L'altra faccia della medaglia? A Cosenza, in attesa della Pet promessa, si è proceduto a ristrutturare i locali dell'ospedale “Mariano Santo”. Ma il macchinario, come detto, non è mai arrivato.

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