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Calabria sorvegliata dall'Europa
Bruxelles annuncia verifiche

Calabria

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BRUXELLES - La Commissione europea «ha lanciato recentemente un’indagine in seguito al mancato aggiornamento del piano di gestione dei rifiuti nella regione ed è in attesa di una risposta da parte delle autorità responsabili». A fare il punto sulla situazione della Calabria è il commissario all’ambiente, Karmenu Vella, rispondendo all’interrogazione di sette eurodeputati pentastellati: Laura Ferrara, Marco Valli, Dario Tamburrano, Fabio Massimo Castaldo, Marco Affronte, Piernicola Pedicini ed Eleonora Evi.

L’esecutivo europeo «è pienamente consapevole dei problemi relativi all’attuazione della legislazione Ue sui rifiuti che la regione deve affrontare» scrive Vella, che annuncia una verifica «che coprirà la Calabria» dell’attuazione delle raccomandazioni di Bruxelles. La Commissione europea ricorda inoltre come gli investimenti futuri di fondi Ue della politica di coesione, nella gestione dei rifiuti dovranno avvenire «sulla base dei piani di gestione e programmi di prevenzione dei rifiuti nazionali e/o regionali», con la garanzia di essere «in linea con la politica e la legislazione Ue e servano ad attuarla».

«La Calabria è una sorvegliata speciale – ha commentato Laura Ferrara - e che per i suoi ritardi nella gestione dei rifiuti e nell’aggiornamento del piano che risale al 2007, rischia di perdere anche i fondi Ue per il periodo 2014-2020». Invece di una pianificazione che sostenga in primo luogo la raccolta differenziata e il riciclo, la Regione Calabria, afferma Ferrara, «propone una rimodulazione del Piano di gestione dei rifiuti che prevede di raggiungere una percentuale di raccolta differenziata pari al 32,6% anziché del 65%, e un nuovo scenario organizzativo e impiantistico regionale per diminuire la percentuale dei rifiuti da conferire in discarica senza indicare date certe».

L'aggravante, secondo l'europarlamentare dei Cinque Stelle, è che «a due mesi dal rinnovo del Consiglio Regionale non si conosce ancora a chi sarà affidata la delega all’ambiente e così si accumulano ritardi su ritardi. Non ci aspettiamo prese di responsabilità per il fallimento dalla vecchia amministrazione, ci saremmo aspettati invece un cambio di rotta dal nuovo Presidente del Consiglio Regionale».

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