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Aterp di Vibo, Nesci (M5S): «Indaghi la Procura»
Daffinà: «Abbiamo sempre operato con trasparenza»

Calabria

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VIBO VALENTIA - La vicenda degli incarichi all'Aterp di Vibo Valentia continua a tenere banco tra gli addetti della politica e non solo. Questa volta a prendere la parola e la deputata del Movimento 5 Stell, Dalila Nesci, che con una nota invita la procura della Repubblica di Vibo ad approfondire quanto accaduto; «Bisogna chiarire il caso delle 32 assunzioni disposte dall’Aterp di Vibo Valentia a ridosso delle imminenti primarie del Pd per scegliere il candidato sindaco», afferma la Nesci che aggiunge che l'intervento della Procura è necessario «perché accerti i fatti ed eventuali responsabilità penali, verificando la piena regolarità degli atti in questione firmati dal commissario uscente dell’Aterp, Antonino Daffinà. E' assurdo - afferma la parlamentare - che l'Aterp, nonostante una legge regionale del 2013 ne preveda la soppressione, abbia agito di suo acquistando una nuova sede per oltre 2 milioni e poi deliberando nuove assunzioni, peraltro quando la giunta regionale ha deciso la decadenza dei commissari dell’azienda. La magistratura dica se questa vicenda delle assunzioni è pulita o se vi abbiano speculato reti clientelari, nel tentativo di inquinare l’imminente campagna elettorale a Vibo Valentia».

Dopo le brevi dichiarazioni dei giorni scorsi (LEGGI LA NOTIZIA) il commissario uscente dell'Aterp vibonese, Antonino Daffinà, ha affidato ad una lunga nota i chiarimenti riguardo l'accaduto. Daffinà ha evidenziato di aver «sempre fatto della coerenza e della trasparenza le linee maestre del proprio operare e lo dimostra il fatto che siamo stati tra i primi enti pubblici a pubblicare integralmente i testi di delibere, determine e decreti dando modo a chiunque di vedere e verificare cosa l’Aterp stesse facendo», per poi aggiungere che «il progetto di Ricognizione, regolarizzazione giuridica, valorizzazione e gestione amministrativa del patrimonio immobiliare e del contenzioso delle Aterp nasce a seguito della riforma delle Aziende territoriali per l’edilizia residenziale pubblica approvata dal Consiglio Regionale con la legge 24/2013. Una riforma che crea l’Azienda unica regionale trasformando le aziende provinciali in distretti (entità che quindi continueranno ad operare anche in futuro, motivo per cui, contrariamente a quello che pensa qualcuno, si giustifica il tanto contestato acquisto della Sede che porta un evidente risparmio alle casse aziendali)». 

Riguardo questo accorpamento «il Dipartimento, individuando come ben strutturato il progetto proposto nel 2014 dall’Aterp di Vibo Valentia, ha dato il via alla ricognizione dei patrimoni delle 5 Aterp dando l’autorizzazione all’ente vibonese, per quanto di sua competenza, ad individuare il personale necessario all’esterno dell’ente e a reclutarlo con un contratto a progetto caratterizzato da scadenze ben precise e che in nessun caso può dar luogo ad una assunzione a titolo definitivo nella pubblica amministrazione». Riguardo la tempistica, Daffinà ha chiarito che «dato che l’Aterp non ha un bilancio pluriennale si è preferito procedere ad incarichi che esaurissero la loro efficacia al 31/12 di ogni anno di riferimento, pertanto la prima serie di contratti ha avuto inizio a luglio 2014 e si è concluso il 31 dicembre dello stesso anno. A gennaio 2015, visto il cambio di orientamento politico della Regione, abbiamo tergiversato nel proseguire con la seconda serie di incarichi anche alla luce delle indicazioni del Dipartimento che in tal senso suggeriva una temporanea sospensione. Successivamente il 3 febbraio il Dipartimento ha comunicato all’Aterp la ripresa del progetto dando il via libera al reclutamento del personale necessario». 

Rivendicando come le scelte del personale si siano basate sulle competenze ritenute necessarie dall'ente, poi, l'ormai ex commissario dell'ente delle Case popolari ha aggiunto che «appare senza dubbio una asserzione senza alcun fondamento quella per cui le persone scelte sarebbero state individuate per favorire questo o quello schieramento politico in vista delle Primarie del Partito Democratico o addirittura delle elezioni comunali» Ciò in quanto, tra l'altro «la maggioranza delle persone coinvolte non è neppure residente a Vibo Valentia, pertanto non può votare né alle primarie del Partito democratico né alle elezioni comunali. Inoltre, cosa non di poco conto, il sottoscritto non è aderente al Partito democratico quindi non ha alcun interesse alle dinamiche interne a quel partito e alla sua coalizione. E d’altronde quale beneficio il Commissario dell’Aterp avrebbe dovuto trarre da una ipotesi di questo tipo? Restare a guidare l’Ente? La cosa è talmente sbagliata che come noto l’esecutivo regionale ha dichiarato la decadenza di tutti i Commissari, compreso il sottoscritto, nella seduta del 5 febbraio. Una decisione non ci aspettavamo così presto dato che l’incarico originario prevedeva una scadenza molto più lontana nel tempo ma, comunque, l’incarico ricoperto prevede che anche in prossimità della sua scadenza il Commissario si adoperi nell’interesse dell’ente cercando di portare a compimento i progetti già avviati, ed è quello che in questo caso è stato fatto». 

Non manca in chiusura una stoccata all'ex consigliere regionale Pietro Giamborino cui Daffinà ha rivolto delle, a suo dire, tranquillizzanti considerazioni perché «la politica, quella buona, lavora sempre per il bene del territorio ed è quello che, dati alla mano, l’Aterp di Vibo Valentia ha sempre fatto dal novembre 2011 ad oggi, e per quanto riguarda gli incarichi che lo preoccupano gli consigliamo di dormire sonni sereni visto che il suo congiunto, che era stato legittimamente selezionato per le sue competenze a luglio scorso, probabilmente, visto il lavoro già svolto, sarà riconfermato». 

L'ultimo pensiero va al governatore Mario Oliverio: «Vorrei che fosse chiaro che riteniamo che la decisione della giunta Oliverio di procedere ad un riordino degli incarichi para-regionali appare naturale e corretta, per quello che possiamo dedurre dalla storia personale del governatore siamo certi che laddove si è fatto un buon lavoro tale buona amministrazione sarà riconosciuta e noi siamo consapevoli di aver lavorato per quasi 4 anni (il management più longevo della storia dell’Aterp di Vibo) nel solco di una amministrazione funzionale, trasparente ed economicamente sana dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica».

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