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Oliverio scrive al ministro: «Subito il commissario»
Renzi prende tempo ma annuncia una soluzione a breve

Calabria

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CATANZARO - Non c’è il via libera del Governo all’emendamento al Milleproroghe, presentato da alcuni parlamentari calabresi, primo firmatario Ferdinando Aiello, per consentire la nomina del governatore Oliverio a commissario della sanità. Lo scrive Adriano Mollo sul Quotidiano di oggi. La commissione ha deciso di accantonare e, probabilmente, se ne tornerà a discutere solamente in Aula. Oliverio ne ha parlato nuovamente con Renzi, ma la questione non è stata dipanata. Il premier ha comunque rassicurato sull’impegno per giungere ad una decisione in tempi brevi. Oliverio, da parte sua, ha ribadito che bisogna dire la parola fine a questa vicenda, e procedere con la nomina, che ricordiamo, deve essere proposta dal ministro della Salute d’intesa con quello dell’Economia. A dire del presidente della Regione, la nomina del commissario della sanità è urgente per l’attuazione del Piano di rientro dal debito sanitario, perché «il perdurare di tale condizione rischia di compromettere gravemente gli stessi livelli minimi di assistenza e di sicurezza».

Lo stesso Oliverio per sottolineare l'urgenza della decisione ha scritto una lettera aperta anche al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nella quale ha ricordato i passaggi cardine di questa situazione, partendo dal commissariamento del 2010 e fino alle dimissioni dell'allora governatore Giuseppe Scopelliti. Dal 19 settembre scorso, dunque, il Consiglio dei Ministri ha nominato un «sostituto temporaneo del Commissario ad acta».

LA SOLUZIONE PER LA NOMINA DI OLIVERIO

«Tale funzione – scrive Oliverio - è stata affidata al Gen. dott. Luciano Pezzi, precedentemente nominato sub Commissario. Nella stessa deliberazione, il Consiglio dei Ministri ha espressamente indicato la nomina del Gen. Pezzi, in sostituzione del presidente della Regione decaduto, valida “fino all’insediamento del nuovo Presidente della Giunta regionale”. Va da sè che dalla data di proclamazione del neo eletto presidente della Giunta, il settore è privo di una guida attiva e responsabile, non avendo, il Consiglio dei Ministri, finora assunto i provvedimenti necessari».   

Motivi che spingono l’attuale presidente ad usare toni netti: «Dal 9 dicembre 2014, dunque, il servizio sanitario regionale è in una condizione di acefalia. La vacanza dell’ufficio rischia, così, di divenire alibi e motivo di giustificazione per disservizi, sprechi e fattori di ulteriore aggravamento dello stato organizzativo e finanziario».

Una condizione, quella che si registra in Calabria, che ha fatto usare ad OLiverio toni molto netti: «Non le sfugge – scrive al Ministro - che tutto ciò avviene a nocumento del diritto alla cura ed alla tutela della salute del cittadino, con la inevitabile conseguenza dell’accentuazione del tasso di sfiducia verso il sistema sanitario». 

Oliverio ricorda, infatti, che «si susseguono quotidianamente le allarmanti denunce da parte dell’utenza, ma anche e soprattutto, in maniera sempre più diffusa, da parte degli operatori sanitari. In alcune strutture ospedaliere si è ricorso persino al blocco dei ricoveri programmati ed in tante altre sono divenute strutturali le criticità che si frappongono alle attività emergenziali e di pronto intervento».

«Alla luce di tale contesto ed in seguito alla molteplicità di voci, di denunce, di preoccupazioni che quotidianamente si esprimono da parte di singoli cittadini, di organizzazioni sociali, di associazioni, di rappresentanti istituzionali – dichiara ancora il neo governatore scrivendo al Ministro - avverto la responsabilità, di rivolgerle un accorato appello affinché si faccia carico di proporre al Consiglio dei Ministri di deliberare, con urgenza, la nomina del nuovo commissario. Ritengo questo un atto necessario e non più procrastinabile per porre fine alla attuale anomalia di un sistema sanitario regionale che progressivamente – conclude la lettera - rischia una crisi irreversibile in primo luogo nella capacità di soddisfare la domanda di tutela e di cura della salute e di garantire i livelli essenziali di assistenza».

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