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La Sculco resta in consiglio regionale
Il Tar respinge il ricorso di Costanzo

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Flora Sculco resta in consiglio regionale. E' quanto ha decretato il Tribunale di Catanzaro che ha rigettato il ricorso che aveva presentato Sergio Costanzo, primo dei non eletti nella circoscrizione Centro per la lista Calabria in rete. Secondo i giudici – Domenico Ielasi (presidente), Pietro Carè e Pierpaolo Vincelli (relatore) – Sculco, nella precedente legislatura, non era una dipendente del Consiglio, ma una collaboratrice esterna, senza alcun vincolo di subordinazione, dell'allora assessore all'Ambiente Franco Pugliano.

Il ricorso di Costanzo invece si basava sulla presunta ineleggibilità della Sculco perché, al momento della presentazione della sua candidatura, faceva ancora parte della struttura di Pugliano. Una situazione che – a parere di Costanzo – avrebbe determinato le condizioni di ineleggibilità previste dalla legge 154 del 1981, che impedisce ai "dipendenti" della Regione di sedere nelle assemblee pubbliche. Non così per i giudici, che invece hanno blindato la posizione dell'unica donna a Palazzo Campanella e condannato Costanzo al pagamento delle spese di giudizio.

Lo stesso Tribunale di Catanzaro ha anche respinto il ricorso del candidato Claudio Parente (Cdl) con il quale si sosteneva l'ineleggibilità di Giuseppe Mangialavori, in ragione di un asserito conflitto di competenza perché proprietario di strutture accreditate con la Regione Calabria. «In realtà - spiega il legale del consigliere regionale, l’avvocato Stefano Luciano - il Tribunale ha smentito questa tesi considerando il consigliere regionale Mangialavori legittimamente titolato a ricoprire la carica elettiva. Per Mangialavori, infatti, non c'è profilo di incandidabilità perché egli non è rappresentante legale di nessuna struttura accreditata, ma un libero professionista che esercita la sua attività». 

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