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L'ex ministro Lanzetta: «Non ho chiesto io
di essere sentita dalla Commissione Antimafia

Calabria

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CATANZARO - «E' veramente singolare che la convocazione della commissione antimafia, ripeto da me mai chiesta, arrivi per una "voce del sen fuggita", pronunciata nel contesto di una intervista telefonica realizzata in un momento di impegno lavorativo».

Lo afferma, in una nota, l'ex ministro Maria Carmela Lanzetta. «Una convocazione - prosegue - che arriva, tra l'altro, dopo la mia rinuncia ad accettare la nomina ad assessore regionale per i motivi noti, mentre tutta la stampa ipotizza la convocazione proprio per questo motivo. Vorrei chiarire, semmai ce ne fosse bisogno, che molti atti intimidatori sono effettuati con modalità mafiose anche se possiamo disconoscere chi le ha effettuate. Nel mio caso non conosco chi abbia provocato l'incendio della mia farmacia, né chi abbia deciso di fare sparare quattro colpi di pistola alla mia auto ed uno alla serranda della farmacia. Come non conosco gli autori delle lettere di minacce. E’ chiaro che questi atti avvengono con modalità mafiose. Poi mi ricordo anche che in una intervista a Repubblica ho messo in dubbio l'utilità della commissione antimafia così com'è, visto che la ndrangheta è sempre più forte, nonostante le migliaia di audizioni realizzate in 50 anni».

«Ringrazio comunque la commissione - conclude la Lanzetta - di darmi l'opportunità di ripercorrere gli anni durissimi del mio operato come sindaco sempre a fianco delle Istituzioni».

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