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E' gelo tra il presidente Oliverio e il Pd nazionale
Sulla nomina di De Gaetano pesano tre informative

Calabria

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CATANZARO - Il clima sulla Calabria a via del Nazzareno non è dei migliori. Anzi la temperatura è da Polo Nord. Il gelo lo si percepisce da una serie di iniziativein programma con ministri e big renziani nel mese di marzo e al momento congelata. Anche il rinvio a data da destarsi dell'assemblea regionale del Pd alla presenza del vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini è un segnale verso i nuovi vertici della Regione Calabria, come evidenzia un servizio pubblicato sull'edizione cartacea del Quotidiano di oggi. 

LO STRALCIO DELL'ORDINANZA CHE CITA DE GAETANO

I motivi possono sintetizzarsi nella mossa di Matteo Renzi di convocare a Palazzo Chigi il presidente Mario Oliverio scavalcando la segreteria nazionale e la filiera delle correnti. L'asse Renzi-Oliverio ha così messo fuorigioco i big e quelli che immaginavano di condizionare Oliverio nelle scelte per imporre nomi e cognomi per la giunta, enti in house e direzioni regionali sono rimasti delusi. E lo scontro sul caso De Gaetano-Lanzetta è frutto di questo clima torbido che si è creato tra Roma e la Calabria che lascia in braghe di tela la dirigenza locale. 

L'AFFONDO DI LANZETTA SUL PD E DE GAETANO

Diciamo subito per quel che ne dice il presidente della Regione che è stato il premier a chiedere ad Oliverio di portare in giunta l'ex sindaco di Monasterace per darle il benservito perché ritenuta non allineata al renzismo dilagante. Da Palazzo Chigi, inoltre, si fa trapelare che gli atti che riguardano l'assessore Nino De Gaetano non sono per nulla rassicuranti e si fa notare che sarebbero ben tre le informative (Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia di Stato) che giungono alle stesse conclusioni: De Gaetano alle elezioni regionali del 2010 è stato sostenuto dal clan Tegano.

Uscire dall'angolo in cui si è infilato per Oliverio non sarà facile perché non può confidare nell'instabilità del premier Renzi. 

 

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