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Seconda vita per Belsito dopo la valanga giudiziaria
Da tesoriere della Lega a servire caffé in un bar

Calabria

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DA tesoriere della Lega a barista. La seconda vita del vibonese Francesco Belsito è questa. Dismessi i panni di dirigente di partito, è diventato socio del Balilla, bar simbolo di Genova. Una scelta complessa, arrivata dopo l'inchiesta giudiziaria partita da Reggio Calabria e che ha travolto i vertici della Lega Nord, da Umberto Bossi allo stesso Belsito (LEGGI L'ARTICOLO SULL'INCHIESTA).

Proprio a Genova, la Lega Nord è sfilata in corteo davanti al bar di Belsito, mentre lui è rimasto dentro a fare i conti alla cassa e servire caffé. A La Stampa, Belsito ha raccontato: «No, non ho provato nemmeno per un attimo il desiderio di uscire per ascoltare il comizio, sarebbe stato come un salto indietro nel tempo - dice - fino a un passato che non mi appartiene più. Il mio presente adesso è qui, in questo bar».

Nessun contatto, durante la manifestazione, con i suoi ex colleghi di partito, come racconta lo stesso Belsito: «Non erano tenuti a farlo e politicamente forse era giusto così. Però militanti sì, parecchi sono venuti. E a chi mi ha chiesto un parere ho detto che Salvini sta facendo un buon lavoro».

Rispetto all'inchiesta, Belsito ha scelto di non parlare. D'altronde, quell'inchiesta sui fondi sottratti al partito, diamanti e quant'altro, ha provocato un terremoto nel partito all'epoca guidato da Bossi, fino ad azzerare ogni carica (LEGGI IL TERREMOTO NELLA LEGA DOPO L'INDAGINE)

«Ho scelto da tempo di non parlare di queste cose - afferma Belsito - è una mia decisione e non cambio certamente idea. Perché tutto ciò che è legato alle vicende giudiziarie lo affido ai miei avvocati e il resto ce l’ho nel cuore, è una cosa privata». 

I FILE DI BELSITO E IL DOSSIER SU MARONI

Per Belsito la Lega è qualcosa che appartiene a un’altra epoca, lui stesso è il passato, però è un passato scomodo. «Quando la vicenda processuale sarà finalmente conclusa, scriverò un libro», promette. O minaccia. Quindi il suo ritorno dietro al banco del bar, da dove per ora resta a guardare la Lega che ha provato a cambiare facce. 

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