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Nel Partito democratico fioriscono le correnti
E in Calabria nasce l'area che fa riferimento a Lotti

Calabria

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CATANZARO – È più facile uscire da un labirinto che descrivere come siano formate le correnti interne del Partito democratico. Il gioco di chi sta con chi è arduo e inutile. Tuttavia non si può negare che in questi ultimi tempi sono accadute due cose nella vita interna del maggiore partito italiano, che avranno conseguenze negli assetti e nella ricomposizione delle componenti democratiche. La prima cosa è data dal fatto che i renziani sono diventati troppo numerosi per trovare riparo sotto l’ombrello del premier. Sicché sono nati due macro raggruppamenti: quello toscano o del giglio magico che dir si voglia che ruota intorno a Luca Lotti e Maria Elena Boschi e, un passo indietro, a Francesco Bonifazi e Ernesto Carbone che è in sintonia con Ferdinando Aiello. E quello dei catto-renziani di Spazio Democratico che gira con Lorenzo Guerini e Graziano Delrio. 

La seconda cosa è data dal fatto che Pierluigi Bersani ha preso in mano personalmente la situazione della minoranza mettendo ai margini i cespugli alla Fassina, alla Civati, alla Mineo. E i bersaniani calabresi si sono messi già in luce piazzando Nico Stumpo nel coordinamento della corrente e con Enza Bruno Bossio che si è confermata parlamentare di punta riproponendo il reddito di cittadinanza e misurandosi sul tema della liberazione delle droghe leggere; insomma, una visibilità nazionale. 

Dunque, c’è un generale riposizionamento dei singoli e dei gruppi che si vanno muovendo per linee interne ed esterne. Non è facile la catalogazione. Primo, perché gli interessati negano l’esistenza di questi spostamenti. Secondo, c’è l’abitudine a muoversi in contrapposizione al “nemico” locale. Terzo, si può essere mobili e modulari, ovvero essere una cosa a Roma e un’altra in Calabria. Quarto, per la specifica geografia calabrese c’è un supplemento di difficoltà nella lettura nelle appartenenze tattiche. Quinto, per la specifica realtà renziana/calabrese occorre tenere conto di chi ha ottenuto risultati, di chi li attende e di chi ha fatto flop. Nel frattempo, in una riunione molto ristretta dei giorni scorsi è tornata a battere un colpo AreaDem, nata dal sodalizio tra Dario Franceschini e Piero Fassino, incalzata a destra dai nuovi catto-renziani di Delrio e a sinistra dai giovani turchi di Orfini ha lanciato con un appello la proposta di riunire tutte le anime del renzismo in un unico “correntone”. 

Ma se fosse vera questa lettura romana non si spiegherebbe come esponenti calabresi di AreaDem abbiano partecipato alla pizza organizzata da Ernesto Magorno venerdì scorso sul Lungo Fiume Boulevard di Cosenza. In quella riunione pare sia nata ufficiosamente, magari senza dirlo, e sicuramente nessuno lo potrà provare, la corrente di Luca Lotti in Calabria. I contorni pare siano tutti da decifrare e alcuni commensali hanno interpretato la riunione in chiave calabrese, ossia persone equilontane da Oliverio. È tutto in fieri. Qualcuno arriva a dire che il contatto cosentino sia la risposta a una altra pizza che pare sia stata organizzata una decina di giorni fa nei pressi di Torano Castello dal sindaco di Cerzeto, Giuseppe Rizzo, e dal consigliere comunale di Cosenza, Marco Ambrogio. Uno scambio di idee tra giovani renziani a cui ha partecipato anche il sindaco di Pizzo Gianlcuca Callipo. Insomma, un fiume carsico in continuo movimento.

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