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Il Caso "Campanella" e l'intricato percorso del fallimento
Le responsabilità della politica nella fine del polo oncologico

Calabria

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CATANZARO - Quanto accaduto alla Fondazione Campanella, la sua crisi prima e la chiusura dopo, ha radici lontane. A rivelare tutti i retroscena di quello che per la Calabria è diventato un vero e proprio caso che ha portato alla chiusura di un polo di eccellenza è Adriano Mollo sul Quotidiano del Sud.

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In particolare, per capire cosa è successo è necessario tornare al 2006 quando si è insediato il consiglio di amministrazione e sono stati nominati il direttore generale, il direttore sanitario, il direttore amministrativo e il direttore scientifico dando il via alla fase operativa. Il tutto era frutto della volontà dell'allora ministro della Salute Sirchia di dar vita a centri di eccellenza contro il cancro in Calabria e Sicilia, proposta colta nel 2002 dal presidente della Regione Giuseppe Chiaravalloti e dal rettore Salvatore Venuta che optarono per una Fondazione che doveva essere aperta anche ad investimenti privati con lo scopo di fare ricerca e contestualmente cura nel campo delle malattie oncologiche. I privati non sono mai entrati e alla fine la Regione, attraverso il Materdomini e l'Università si accollarono oneri ed onori. Dal 2006 al 2014 sono stati erogati circa 200 milioni di euro ed effettuate decine di migliaia di prestazioni, ogni anno la Regione paga 50 milioni per le cure oncologiche fuori regione.

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Per far nascere la Fondazione vennero previsti direttamente e indirettamentevari fondi che però fin da subito si rivelarono non sufficienti senza contare che per un complesso sistema di ripartizioni parte dei fondi venivano stornati al Materdomini e all’Azienda Universitaria. In poco tempo vennero assunte circa 250 persone, di questi 110 infermieri, 56 ausiliari, 36 medici, 19 amministrativi e per il resto tecnici (LEGGI LA NOTIZIA DEL LICENZIAMENTO DI TUTTO IL PERSONALE). Nel frattempo però i finanziamenti sono diminuiti ma non il personale che per volontà della politica non è stato ridotto. Il risultato è stato il fallimento. 

La Fondazione oggi deve parare più colpi: quelli inferti dalla magistratura (LEGGI LA NOTIZIA SULLE INCHIESTE APERTE) perché la Procura ha chiesto il fallimento (LEGGI LA NOTIZIA DELLA RICHIESTA DEL FALLIMENTO DELLA FONDAZIONE) e vuole vederci chiaro sulla gestione; del prefetto di Catanzaro che ha adottato un decreto di estinzione della Fondazione Campanella (LEGGI LA NOTIZIA DELLA FIRMA DEL DECRETO DI ESTINZIONE) perché è stata accertata “l'impossibilità”, per la Fondazione, di raggiungere lo scopo per il conseguimento del quale l'ente era stato costituito» (LEGGI LE CONSEGUENZE DELLA FIRMA DEL DECRETO). E deve difendersi alla Regione in un contenzioso che vale 170 milioni di euro. Tale cifra corrisponde a fondi che la Regione sin dalla costituzione si era impegnata ad erogare pari a 50 milioni di euro all'anno e, inoltre, si era impegnata a costituire un fondo di dotazione di 25 milioni di euro (fondo per le fondazioni obbligatorio).

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