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«La Giunta regionale sia espressione di tutto il Pd»
Magorno detta la linea a Oliverio e sprona il partito

Calabria

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COSENZA - «Non credo sia così e comunque, nella prassi, tra regioni e governo nazionale c'è sempre una dialettica aperta e molto franca, perché le questioni in gioco sono realmente di grande rilevanza e possono, qualche volta, far apparire non completamente idilliaco il rapporto». Lo ha detto Ernesto Magorno, segretario regionale del Pd, in una lunga intervista pubblicata oggi sull'edizione cartacea del "Quotidiano" ed in cui affronta tutti i temi della politica calabrese e nazionale, partendo dai rapporti tra il Governo Renzi e la Giunta Oliverio, senza tralasciare le questioni interne al partito.

Il segretario regionale del Pd getta acqua sul fuoco proprio alla vigilia dell’arrivo in Calabria del sottosegretario alla presidenza con delega ai Fondi Comunitari Graziano Delrio. L’esponente di governo che ha detto «no» alla nomina di Nino De Gaetano in giunta e consigliato Maria Carmela Lanzetta a rinunciare a 24 ore dalla nomina ad entrare in giunto ponendo un serio problema politica al presidente Mario Oliverio.

E rispetto alle prossime mosse del partito e del presidente Oliverio afferma: «Io credo che in questo il Pd, che è forza di maggioranza sia nel governo nazionale che regionale, abbia una funzione fondamentale nella coesione tra i due livelli di governo che, al di là di ipotesi giornalistiche, non ha avuto né crepe né cedimenti. E' questo l'impegno che dovremo assumere il 31 nella nostra Assemblea regionale ed è per questo che lavoreremo nei prossimi mesi. Io sento questa grande responsabilità da segretario regionale di una forza di governo che vuole essere seria e credibile e che, per questo, sostiene e continuerà a sostenere lealmente l’esecutivo regionale. Un esecutivo che dovrà essere espressione piena di tutto il Partito Democratico calabrese. E' questo l’impegno che ci siamo assunti di fronte agli elettori e che dovremo mantenere - conclude Magorno - per senso di responsabilità nei confronti dei problemi che ha la Calabria, di fronte ai quali ogni altra questione diviene secondaria».

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