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Consiglio regionale, passa la mozione Sculco
Regione contro il piano di assunzioni di Trenitalia

Calabria

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REGGIO CALABRIA - «C'è massima attenzione da parte nostra sulla problematica dei trasporti». Lo ha detto il presidente della Regione Mario Oliverio concludendo il dibattito che ha portato il Consiglio regionale ad approvare a larghissima maggioranza la mozione proposta dal consigliere Flora Sculco (Calabria in rete) inerente il piano assunzioni di Trenitalia, dal quale è stata esclusa la Calabria. Il testo della mozione «impegna la giunta regionale - ha spiegato lo stesso consigliere - a farsi interprete nei confronti di Trenitalia e del Governo nazionale della forte protesta che perviene dalla popolazione calabrese affinché Trenitalia riveda e modifichi il piano delle assunzioni e degli investimenti, che non possono continuare ad escludere e discriminare la Calabria».

Oliverio, nel suo intervento, ha annunciato l’imminente istituzione di una Commissione tecnico-operativa della Giunta in collaborazione con i Dipartimenti delle Università, della Calabria di Cosenza, e della Mediterranea di Reggio Calabria. Oliverio ha stigmatizzato i contenuti di alcuni interventi «che vorrebbero far ricadere - ha detto - sull'operato dell’odierna maggioranza la responsabilità di una problematica atavica, mai affrontata con la giusta determinazione dai precedenti governi regionali. Il servizio dei trasporti - ha aggiunto Oliverio - deve deve essere ricondotto nell’alveo della legalità. Ma oltre al trasporto locale c'è il rapporto con la mobilità con il resto del Paese e del mondo. La nostra idea è quella di offrire al Consiglio regionale una proposta di ipotesi di Piano regionale dei trasporti. Ma ritengo che ognuno di noi deve compiere uno sforzo nell’ascolto, nel confronto. Evitiamo di trasformare il Consiglio regionale in una sede per la propagandistica. Altrimenti noi stessi saremo i carnefici di questa sede, di questa aula». Sul punto si era aperto, in precedenza, un breve dibattito. Ampia condivisione sui contenuti della mozione è stata espressa dai rappresentanti di tutti i gruppi. «Una condivisione, ma con motivazioni diverse» è stata espressa dal consigliere Domenico Tallini (Misto) secondo il quale «non basta la mozione. Servono iniziative forti». Tallini ha proposto la convocazione a Roma, di un Consiglio regionale di protesta. «Altrimenti - ha concluso - questo rischia di rimanere uno dei tanti documenti demagogici di questo Consiglio regionale, e non riusciremo a recuperare il rapporto con l’opinione pubblica ed i cittadini calabresi».

«Di ennesimo danno nei confronti della Calabria» ha parlato il consigliere Giuseppe Graziano (Cdl), mentre Orlandino Greco (Oliverio Presidente) ha proposto un incontro con tutti i parlamentari calabresi «deputati e senatori attraverso i quali chiedere conto a Trenitalia delle scelte che si stanno compiendo. Nell’esprimere consenso sui contenuti della mozione Sculco, Alessandro Nicolò, capogruppo di Forza Italia, ha affermato che il documento «consente di aprire una discussione importante in Consiglio regionale. Trenitalia tratta la Calabria come il tallone d’Achille del paese, ma le responsabilità - ha aggiunto - sono anche del Governo regionale. Dei 100 miliardi di euro di investimento per l’alta velocità in Italia, nemmeno un euro ha riguardato la Calabria nella tratta tra Salerno e Reggio Calabria».

E’ seguito l’intervento di Francesco Cannizzaro (Cdl) che ha condiviso la proposta avanzata dal capogruppo di Fi, Nicoò circa l’indizione di una seduta ad hoc del Consiglio regionale. Il Consiglio ha quindi approvato all’unanimità la mozione presentata dal consigliere Mangialavori sull'istituzione di un tavolo tecnico sui Vigili del fuoco discontinui, quella in ordine ai danni causati dal movimento franoso nel Comune di Oriolo, presentata dal consigliere Pd Domenico Bevacqua e del consigliere Giuseppe Giudiceandrea riguardante l’accorpamento delle Camere di Commercio della Calabria. All’unanimità è stato approvato l’ordine del giorno, illustrato dal consigliere Franco Sergio (Oliverio Presidente) per chiedere «Misure urgenti al fine di evitare la chiusura della sede della Banca d’Italia di Cosenza». 

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