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Gratteri riscrive le regole per le intercettazioni
e pensa al reato di illegittima pubblicazione

Calabria

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CATANZARO - Previsione di una nuova fattispecie di reato, "Pubblicazione arbitraria di intercettazioni": è una delle proposte della commissione Gratteri tra quelle «volte a colmare
macroscopiche lacune emerse nella prassi in ottica effettività del diritto di difesa e riservatezza delle comunicazioni». La proposta prevede che le intercettazioni possano essere disposte quando sussistono «indizi di reato e sono necessarie per lo svolgimento delle indagini». Un passaggio questo, che serve per superare «il regime speciale che contraddistingue i reati di criminalità organizzata», dal momento che «la ricerca della prova non richiede mezzi diversificati a seconda del tipo di reato cui si riferiscono le indagini».

«La modifica - è scritto nella proposta della commissione Gratteri - comporta dunque l'automatica eliminazione del doppio regime delle intercettazioni, ma il regime speciale che contraddistingue i cosiddetti reati di criminalità organizzata non viene soppresso, ma, al contrario, generalizzato, quasi pedissequamente, a tutte le fattispecie di reato». «La ratio dell’intervento - prosegue - va dunque individuata nella necessità di superare il cosiddetto "doppio binario", che non si giustifica né sul piano delle garanzie costituzionali (la legge, infatti, calibra le garanzie in termini più "affievoliti" nei casi di reati di criminalità organizzata), né sul piano più strettamente operativo (la ricerca della prova non richiede mezzi diversificati a seconda del tipo di reato cui si riferiscono le indagini)». 

La proposta prevede anche un «primo gruppo di disposizioni volto a inserire due nuovi mezzi di ricerca della prova "perfettamente funzionali alle esigenze di efficienza delle indaginì", ossia le «intercettazioni epistolari e le intercettazioni di comportamenti tramite ripresa video». Le intercettazioni video, «da effettuare in luoghi riservati o di privata dimora», è scritto nella proposta, sono «uno strumento già legittimato dalla Corte costituzionale, la quale ne ha implicitamente riconosciuto l’ammissibilità a condizione del rispetto della doppia riserva, di legge e di giurisdizione». 

Inoltre, «si è optato per innalzare il livello di tutela rispetto alle stesse indicazioni fornite della Giudice delle leggi: l’autorizzazione compete infatti solo all’organo della giurisdizione ed è prevista anche per le video riprese effettuate in luoghi riservati, mezzo di ricerca della prova atipico, oggi subordinato alla sola autorizzazione del pubblico ministero».

Riguardo alle intercettazioni epistolari «attraverso cui vi è la possibilità di prendere cognizione del contenuto della corrispondenza in forma clandestina, con il successivo recapito della stessa al destinatario, senza procedere al sequestro», si tratta di «strumento assimilabile a tutti gli effetti alle intercettazioni di comunicazioni orali - diversa è solo la forma con cui si esprimono gli interlocutori - sicché rispetto ad esso vi è una perfetta conformità alle prescrizioni costituzionali dal punto di vista del difficile bilanciamento fra obbligatorietà dell’azione penale e diritti alla riservatezza».

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