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Due culture per un solo Comune di 80mila abitanti
Il progetto per la fusione di Corigliano e Rossano

Calabria

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CORIGLIANO – Ad immaginarle Corigliano e Rossano unite insieme in un solo comune di ottantamila abitanti. Solo pensare a questo lascia un po’ spiazzati. Corellianum e Bisanzio, due dei più importanti centri dello Jonio cosentino, culle di storia millenaria. Storie completamente diverse nonostante 12 chilometri di distanza tra l’una e l’altra.

L'INTERVISTA: «PUNTO DI CONGIUNTURA TRA DUE POPOLI»

Di fusione se ne è parlato più volte nel corso degli anni, ma l’ultimo impulso, la delibera favorevole del Comune di Rossano, è un passo che fino ad oggi non era mai stato fatto. Corigliano attende, pondera silenziosamente nonostante mantenga un proficuo rapporto con i vicini di casa. Questo sul piano politico, perché la questione vista dai cittadini è ben diversa.

L'INTERVISTA: «PRONTO A VOTARE AL REFERENDUM»

Il nostro viaggio inizia proprio a Corigliano, nel suo bellissimo borgo antico. E poi c’è lo Scalo, ancora più in là Schiavonea, la zona turistica dei lidi e del lungomare. Delle piazzette tra le case piatte che sanno di luoghi di mare. E a Corigliano c’è anche un porto importante, con una flotta di pescherecci fatta da almeno 70 navi. Alle spalle del mare invece si coltiva soprattutto agrumi. Il vero “oro” di questo pezzo di terra calabra. Da una parte Rossano, città dei servizi, dall’altra Corigliano che fa economia ed è strapiena di sportelli bancari. La domanda è semplice: in caso di referendum sulla fusione voteresti pro o contro?

VIDEO: IL PARERE DEI GIOVANI

«Due popoli uguali perché contigui ma distinti nelle culture» riassume l’avvocato Fulvio Campolo che si dice favorevole. «Antropizzare una fascia territoriale come la nostra è cosa positiva, sarebbe prodromico ad un miglioramento soprattutto dal punto di vista urbanistico». Replica Salvatore Viteritti, che qualche anno fa sperimentò una compagnia mista composta da attori provenienti dalle due città. «L’unione fa la forza - dice - anche se è vero che siamo culturalmente differenti».

VIDEO: I CITTADINI E I POSSIBILI VANTAGGI

«La paura - continua Campolo - è quella di ereditare tutti i problemi urbanistici. Le fasce contigue su cui edificare sono il nodo cruciale per la conurbazione». E poi i servizi: che non ci sono o vengono fatti ognuno per conto suo. Non esiste per esempio una serie di eventi estivi fatti in maniera congiunta, una differenziata, un piano di trasporti. Solo quella delibera. «Forse sarebbe stato meglio iniziare dalle piccole cose» insiste Viteritti. E non ha poi tanto torto.

 

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