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L'Italicum spacca i democratici sul voto di fiducia
Sono quattro i deputati calabresi dicono no a Renzi

Calabria

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LA riforma della legge elettorale supera il primo voto di fiducia alla Camera ma lacera il Partito democratico, dal momento che 38 deputati della minoranza del partito non l'hanno sostenuta.

E nell'elenco dei dissidenti rispetto alla linea dettata dal premier Matteo Renzi, spuntano anche due deputati calabresi, una eletta in Calabria e uno che nella nostra regione ha avuto un ruolo i primo piano. Si tratta, nello specifico, della cosentina Enza Bruno Bossio e del crotonese Nico Stumpo, della capilista in Calabria ed ex presidente del partito Rosy Bindi e dell'ex commissario regionale del partito, Alfredo D'Attorre. 

Sono loro i "contestatori calabresi" della linea scelta dal segretario dei democratici, nonché capo del Governo. Una posizione per certi versi annunciata, ma che davanti alla constatazione della scelta apre anche possibili scenari.

Nel voto il governo ha ottenuto alla Camera la prima fiducia (su tre), quella sull'articolo 1 della riforma della legge elettorale, con il quale si introduce il premio alla lista e la soglia di sbarramento al 3%; i favorevoli sono stati 352, 207 contrari e un astenuto. 

Molto soddisfatto il premier Renzi, che dopo il voto ha twittato il suo ringraziamento: «Grazie di cuore ai deputati che hanno votato la prima fiducia. La strada è ancora lunga ma questa è la volta buona». Tutto questo nonostante il clima all'interno del partito appare sempre più teso e difficilmente sanabile. 

Oltre ai quattro calabresi tra coloro che non hanno votato ci sono nomi di primo piano del Partito democratico, a dimostrazione che la spaccatura nasce anche e soprattutto tra i leader dei democrat. Spulciando l'elenco dei 36 non votanti, esclusi dunque i due assenti ufficialmente per malattia, spuntano l'ex presidente del Consiglio Enrico Letta, gli ex segretari Guglielmo Epifani e Pierluigi Bersani, i candidati alle ultime primarie Gianni Cuperlo e Pippo Civati.

 

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