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«La speranza passa per le urne», in vista delle comunali
appello al voto del vescovo monsignor Oliva

Calabria

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LOCRI (REGGIO CALABRIA) - «Non lasciamoci rubare la democrazia e l’impegno per una società più giusta e solidale». Lo scrive il Vescovo di Locri, monsignor Francesco Oliva, in una lettera alla diocesi in vista delle elezioni amministrative del 31 maggio, nella quale invita i fedeli a riconoscere l'importanza della partecipazione al voto nonostante il difficile momento sociale, politico e amministrativo.

Il presule, partendo da quanto accaduto in diversi comuni della diocesi («lo scioglimento di un’amministrazione comunale per infiltrazione mafiosa è un segnale rosso di pericolo» scrive) invita i fedeli a presentarsi alle urne, perchè «partecipazione e democrazia sono le parole d’ordine che devono guidare la nostra sensibilità» «Molte nostre comunità - spiega monsignor Oliva - sono chiamate alle urne; si tratta di otto comuni, cinque dei quali tornano al voto dopo un periodo di commissariamento. A nessuno può sfuggire la delicatezza delle scelte da fare. Per questo sento il bisogno di scrivervi, sollecitando una riflessione sul bene comune e sull'importanza della partecipazione democratica. Lo faccio consapevole che le nostre comunità soffrono le conseguenze di una mala politica, ripiegata su se stessa, spesso condizionata da interessi personali e da favoritismi clientelari. Ma il nostro territorio impone scelte lungimiranti».

«Nonostante lo stato di difficoltà del nostro territorio - aggiunge il presule - occorre reagire con coraggio e rifiutare ogni forma di amministrazione troppo accondiscendente ad interessi clientelari e dei gruppi di potere, di stampo mafioso, che così consolida favoritismi e meccanismi di illegalità che portano a forme partecipative insufficienti o scorrette».

«Sono davanti agli occhi di tutti le difficoltà delle nostre comunità e la sfiducia nelle istituzioni. Ed in aggiunta, non sempre i cittadini, specie i più giovani, sono convinti che le cose possano essere migliorate attraverso il semplice cambiamento degli uomini politici. Un senso di scoraggiamento e di pericolosa rassegnazione si aggira attorno a noi. Da esso ci si può liberare, recuperando il valore dell’azione politica come servizio del cittadino. Ma occorre soprattutto recuperare il senso del bene comune come prioritario rispetto agli interessi particolari. La politica salvi la politica - conclude il vescovo - e i cittadini onesti sappiano appropriarsi di questo loro diritto, scegliendo per l'amministrazione della cosa pubblica uomini e donne intelligenti, capaci di impegnarsi e spendersi a favore del bene comune».

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