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Pd, messaggio di Speranza al Governo
«Le risorse vanno spese per i più deboli»

Calabria

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COSENZA - «Le prossime risorse vanno spese per le categorie più deboli, questa è la nostra proposta politica. Noi, infatti, siamo l’unico Paese d’Europa, oltre alla Grecia, che non ha una proposta che parla al ceto più debole della nostra società». Lo ha detto l’ex capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza, intervenendo a Cosenza alla manifestazione sulla proposta di reddito minimo garantito promossa dalla parlamentare del Partito Democratico Enza Bruno Bossio.

«C'è bisogno, come dico sempre, di gente con virtù antieroiche, di persone perbene. Questo, tra l’altro - ha aggiunto - è un modo per riparlare al Sud, perché è una misura universale di contrasto alla povertà che parla ad un pezzo di territorio del Paese che è più in difficoltà e che noi vogliamo rimettere al centro. La proposta prevede anche un percorso di inclusione verso il lavoro. Per questo non daremo solo soldi, ma aiuteremo i cittadini ad inserirsi e nel frattempo daremo la possibilità di vivere dignitosamente».

Speranza ha parlato anche della situazione interna al Pd («la scelta giusta è rimanere nel Partito democratico e battersi affinché il partito resti un grande soggetto di centrosinistra e non diventi quel partito dove c'è dentro tutto e il contrario di tutto») e ha fatto un cenno alla recente presa di posizione di Civati («quando esce una persona che ha preso 400 mila voti alle primarie, penso non si possa fare una semplice scrollata di spalle ma c'è bisogno di una riflessione seria»)

Sulla legge elettorale: «Lo strappo che si è consumato alla Camera con l’approvazione dell’Italicum – ha detto Speranza - non ha aiutato il Pd e non ha dato una spinta positiva al processo di riforme. Io, come tutti sanno, non ho votato la fiducia sulla legge elettorale» e qui è partito l'applauso dei presenti.

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, si è collegato in videoconferenza: «Il nostro Paese – ha detto Poletti – versa in una situazione di grave ritardo. Questo lavoro ha bisogno di essere sviluppato a partire dalla consapevolezza di una difficoltà generale. Dobbiamo adottare politiche corrette che consentano di prenderci carico di chi è più indietro e che consentano di fare uscire le persone dalla condizione di povertà. Servono politiche molto complesse. Servono politiche di formazione».

Per Poletti, al centro deve esserci «il tema della governance. Occorre far lavorare insieme tutti i soggetti che si occupano di politiche contro la povertà. Si propone un grande problema di revisione delle politiche di governance. La misura del reddito minimo deve essere discussa. Bisogna trovare una condizione di vita dignitosa per i nostri cittadini».

Per Oliverio «sul reddito minimo c'è un problema di risorse, ma non è difficile reperirle: penso ai fondi europei non spesi. Questo sarebbe un aiuto formidabile per l'economia, specie nel Sud dove c'è bisogno di far ripartire i consumi e l’economia, e lo faremo anche con misure aggiuntive, e penso a garanzia giovani, strumento utile ai ragazzi e a creare posti di lavoro».

«Il reddito minimo - ha proseguito il presidente della Regione - apre una discussione a 360 gradi, perché questo è il tema dal quale partire per ridiscutere di welfare. Dobbiamo garantire il reddito minimo, ma dobbiamo anche rintracciare modi per creare posti di lavoro, punto fondamentale per far ripartire il Mezzogiorno e per consentire il salto di qualità». 

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