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La smentita di Ghedini: «Berlusconi non era
informato degli spostamenti di Matacena»

Calabria

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REGGIO CALABRIA - «L'ipotesi che il Presidente Berlusconi fosse stato avvisato delle vicende riguardanti l’on. Matacena è del tutto infondata, priva di ogni riscontro e fuori dalla logica. Mai nessuno per tali fatti ha contattato direttamente o indirettamente il Presidente Berlusconi, come potrà essere confermato dagli stessi protagonisti e dagli atti di indagine».

Lo afferma, in una nota, l'avvocato Niccolò Ghedini in relazione a notizie di stampa secondo le quali Berlusconi sarebbe stato informato del progetto di fare spostare da Dubai a Beirut Amedeo Matacena, l’ex deputato di Fi condannato in via definitiva a tre anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa e attualmente latitante negli Emirati Arabi Uniti. Notizie che traggono spunto dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Reggio Calabria nei confronti dell’imprenditore catanzarese che vive in Libano Vincenzo Speziali (LEGGI), ritenuto vicino all’ex presidente libanese Amin Gemayel, nell’ambito dell’inchiesta che vede coinvolto anche l'ex ministro Claudio Scajola.

«Vincenzo - è scritto nella sintesi della telefonata intercettata il 18 febbraio 2014 tra Speziali e Scajola riportata nell’ordinanza - chiama Claudio, il quale dice che ha parlato con la Bergamini la quale dice che è stata da Berlusconi per parlare della richiesta di Vincenzo, Berlusconi non c'è e non ci sarà e per questo non lo potrà vedere, troveranno un’altra data. Claudio dice poi che ha contattato Marinella ... lo interrompe Vincenzo e dice che 'luì può raggiungere Berlusconi anche a Milano. Scajola continua dicendo che a Marinella le ha chiesto uno spazio, anche stando a Milano, per un incontro in modo tale da imbarcarlo su un aereo da Roma a Milano per fare l’incontro per il 27, ma questo non è ancora certo in quanto Berlusconi non è a Roma e neanche a Milano per motivi 'diversì. Claudio si vanta che ha lavorato bene bene, che lui è un tipo efficiente e che Vincenzo dovrebbe avvertire il soggetto della cosa. Vincenzo chiede a Claudio che ha detto la Bergamini e Claudio dice che è stato utile l’appuntamento che ha fatto Vincenzo il quale dice che per il 'suò gli viene più facile arrivare a Milano dal Libano in quanto c'è un volo diretto per il 27».

Un accenno a Berlusconi viene fatto anche in una conversazione del 21 febbraio tra Scajola e la moglie di Matacena, Chiara Rizzo. «Claudio - è scritto nel sunto riportato nell’ordinanza - dice che il presidente del Libano Gemayel sarà il 27 e 28 febbraio a Roma perché lui è riuscito a fargli avere un incontro con Berlusconi che deve essere da lui sponsorizzato per l’ingresso nel Ppe». Incontro che poi non ci sarà, come dice Speziali a Scajola il 28 febbraio 2014. «Claudio - è scritto nella sintesi - chiede se hanno fatto l’incontro tra Berlusconi e Gemayel e Vincenzo dice che non è stato fatto in quanto Silvio voleva che il Presidente libanese, dopo aver accordato l'incontro a Roma, ha cambiato programma all’ultimo dicendogli che doveva andare Gemayel ad Arcore per incontrarlo, cosa che quest’ultimo ha preso come offesa». 

Nell'ordinanza emerge anche l'episodio in cui la scorta dell'ex ministro Scajola dovette andare a comprare le calze per Chiara Rizzo, la moglie di Matacena (LEGGI), un particolare che secondo i giudici sottolineerebbe una volta di più la confidenza e il rapporto che ci fosse

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