Salta al contenuto principale

Voto di scambio: il senatore Aiello chiede il processo con rito abbreviato

Calabria
Tempo di lettura: 
1 minuto 29 secondi

CATANZARO - L’ex assessore regionale della Calabria ed attuale senatore dell’Ncd, Piero Aiello, ha chiesto di essere processato con il rito abbreviato nell’ambito dell’inchiesta chiamata "Perseo" che lo vede indagato per il reato di voto di scambio. La richiesta è stata avanzata dal legale di Aiello, l'avvocato Nunzio Raimondi, al giudice per le udienze preliminari di Catanzaro, Giuseppe Perri, che ha ammesso il processo con rito abbreviato rinviando il dibattimento al 16 giugno.

SCOPRI TUTTI I CONTENUTI
NEL FASCICOLO DINAMICO
SULL'OPERAZIONE PERSEO

In quella data proseguirà anche l’udienza preliminare nei confronti di Giovanni Scaramuzzino, difeso dagli avvocati Francesco Gambardella e Francesco Siracusano, indagato nell’ambito della stessa inchiesta per il reato di voto di scambio aggravato dalle modalità mafiose.

Il 5 dicembre scorso, nei confronti del senatore Aiello i giudici del tribunale della libertà di Catanzaro avevano rigettato per la seconda volta la richiesta d’arresto. La decisione era giunta dopo la pronuncia della Corte di Cassazione con la quale era stata annullata con rinvio una precedente decisione del tribunale della libertà che aveva confermato il no all’arresto.

Giovanni Scaramuzzino era stato arrestato il 6 giugno scorso (LEGGI) dopo che la Corte di cassazione aveva rigettato il ricorso presentato dai suoi difensori contro la decisione del Tribunale del riesame di accogliere la richiesta della Dda di applicazione della custodia cautelare in carcere per voto di scambio aggravato dalle modalità mafiose.

Secondo la Dda di Catanzaro, in occasione delle elezioni regionali del 2010, Piero Aiello, candidato per il Pdl, aveva incontrato i boss dell’omonima cosca della 'ndrangheta lametina Giuseppe Giampà e Saverio Cappello per ottenere voti. L'incontro sarebbe avvenuto nello studio dell’avvocato Scaramuzzino. Il giudice per le indagini preliminari aveva però ritenuto che non ci fossero elementi per accogliere la richiesta di arresto avanzata dalla Dda di Catanzaro.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?