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Sanità in continua emergenza, ospedali al collasso
Pronti i decreti di assunzione per Crotone e Vibo

Calabria

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COSENZA - E' da cinque anni che nella sanità calabrese non si fanno assunzioni: solo contratti a tempo per coprire personale in maternità a lunghe malattie. Interi reparti degli ospedali Hub e Spoke sono sottodimensionati e si hanno difficoltà a coprire i turni 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Molti medici, soprattutto nei reparti di emergenza, hanno accumulato centinaia di giorni di ferie, altri “costretti” a rientrare dalla ferie, soprattutto nei fine settimana, per coprire i turni. Una situazione non più sostenibile perché a rischio sono in primo luogo i pazienti e poi gli stessi medici che costretti a lavorare sotto stress.

Per capire le condizioni in cui versano gli ospedali, sopratutto Hub, bisogna andarci, frequentare i reparti a parlare con i medici e gli operatori sanitari in genere. Sempre più spesso ci si trova di fronte personale vicino alla pensione, consumato da 35/40 anni di duro lavoro nei reparti di emergenza. Organici ridotti del 50% fino a pochi anni fa. Dal 2009 fino a tutto il 2013 sono andati via circa 4 mila persone con una riduzione del costo del personale di 109 milioni (in medi 34 milioni di euro l’anno). Con le assunzioni bloccate gli ospedali, principalmente Hub sono stati decapitati. Ad esempio a Cosenza mancano 17 primari e si va avanti con i facenti funzione da anni. Al Riuniti di Reggio nel mancano 23, e i primari di ruolo sono solo 7, compreso il commissario straordinario Frank Benedetto. Non facendo i concorsi mancano, soprattutto, primari di qualità nei settori più importanti, a partire dalla chirurgie. E' anche questo uno dei motivi per cui le cliniche private con reparti chirurgici esauriscono il budget prima del tempo.

In settimana, probabilmente da martedì, saranno pubblicati i primi decreti per le assunzioni annunciate dal commissario Scura nei mesi scorsi. Si parte proprio dagli ospedali Hub e dai reparti di emergenza con il via libera alla cardiochirurgia a Reggio e poi alcuni ospedali spoke come Crotone e Vibo. Tutto ciò dovrebbe essere fatto in modo che la Calabria si presenti al tavolo di verifica ministeriale con tutti gli adempimenti del caso, compreso i contratti con le strutture accreditate firmate nei giorni scorsi, nonostante le polemiche per i criteri poco chiari nell'assegnazione dei budget. La richiesta di assunzioni più grande è arrivata dall'ospedale di Cosenza dove mancano un'ottantina di medici e 180 tra infermieri e operatori sociosanitari. Dal Riuniti di Reggio la richiesta è di 136 persone tra medici e tecnici, 78 infermieri e 60 Oss. Sulle assunzioni lo scoglio da superare è la diffidenza del tavolo ministeriale per la gestione precaria delle procedure burocratiche che c'è stata negli anni che hanno portato al buco di un miliardo e mezzo. Ora che la sanità calabrese è stata demolita dai tagli lineari del piani di rientro, si dovrà ricostruirla e non sarà semplice. Per le assunzioni sul piatto ci sono poco più di 45 milioni di euro per provare a rifondare diversi servizi.

Ma le conseguenze del blocco del turnover si avranno nei prossimi anni perché nel settore medico e paramedico non c'è stato il rinnovamento generazionale delle risorse umane. In molti reparti manca personale giovane su cui investire anche nella formazione. E il nuovo protocollo tra Regione ed Università, che dovrà essere firmato nei prossimi mesi, dovrà tenere conto anche di queste esigenze. Ma per mettere in asse il sistema occorre anche dare stabilità alla governance delle aziende. Il direttore generale del Dipartimento Riccardo Fatarella, insieme agli altri componenti della commissione, ha quasi completato lo screening delle quasi 180 domande pervenute al bando per i nuovi direttori generali. Si sta definendo anche quelli per i direttori amministrativi e sanitari in modo che la giunta regionale, forse già prima della pausa di agosto o al massimo all'inizio di settembre, possa procedere con le nomine. Molti degli attuali commissari straordinari non hanno nemmeno presentato la domanda, per questo ci saranno nuove figure al vertice delle aziende.

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