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Elezioni comunali a Lamezia, candidati al Consiglio
ricorrono al Tar per annullare il voto in 27 sezioni

Calabria

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LAMEZIA TERME - L’annullamento delle operazioni elettorali svolte in 27 sezioni su 78 in occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale di Lamezia Terme, svoltesi il primo giugno scorso, e la ripetizione del voto sono stati chiesti in un ricorso presentato dai candidati al consiglio Nicola Mastroianni, Francesco Antonio Chirillo, Giovanni Tedesco e Giovanni Talarico, difesi dall’avvocato Francesco Pitaro.

Con il ricorso, depositato al Tar, è scritto in una nota, è stato chiesto l’annullamento del risultato elettorale e l'annullamento delle operazioni di 27 sezioni «alla luce delle gravi e invalidanti e sostanziali irregolarità in esse riscontrate dal solo esame dei verbali di sezione».

«Le irregolarità, peraltro - prosegue la nota - sono state pure già "certificate" dall’ufficio elettorale che, prima di procedere alla proclamazione, ha redatto un verbale in cui sono state indicate analiticamente tutte le irregolarità riscontrate. Inoltre, dall’esame dei verbali delle 27 sezioni è stato accertato che in molte di queste non sono stati indicati il numeri dei votanti, il numero delle schede vidimate, le schede vidimate e non utilizzate e, inoltre, non vi è corrispondenza tra il numero complessivo delle schede vidimate al momento dell’inizio delle operazioni elettorali e il numero delle schede votate e di quelle non votate. Inoltre, campi essenziali dei verbali di sezione non sono stati nemmeno compilati. In particolare - prosegue la dichiarazione dei ricorrenti - dalla mancata corrispondenza del numero delle schede vidimate con il numero complessivo delle schede votate e non votate, che costituisce gravissimo vizio delle operazioni elettorali, si è evinto che in molte sezioni risultano mancanti numerose schede. Le gravi anomalie sostanziali e invalidanti hanno determinato l’alterazione del risultato ed inciso direttamente e immediatamente sulla genuinità dell’esito nonché sulla sincerità e sulla libertà di voto».

Alla luce delle anomalie, conclude la nota, «i ricorrenti hanno chiesto la rinnovazione delle operazioni elettorali nelle 27 sezioni».

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