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Reddito minimo d'inserimento
subito 450 euro per 1.500
Nel 2016 un nuovo bando

Calabria

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POTENZA - Dietro i numeri ci sono le storie e i sindacati spesso fanno da collettore: «Raccogliamo quotidianamente le lacrime di giovani senza reddito e residenza che devono stare a casa coi genitori pensionati». Sono i “bamboccioni” loro malgrado costretti in un «Purgatorio», a traino di un welfare che rischia di farli rimanere paradossalmente fuori dagli ammortizzatori sociali se i redditi dei genitori superano la soglia massima consentita dalle norme in materia. E’ una umiliante situazione di vera e propria guerra tra poveri, che siano essi “nuovi” o “sulla soglia”.Altre etichette dietro le quali ci sono persone. In ogni caso parliamo di migliaia di famiglie (circa 30mila quelle povere in Basilicata) e di una crescita esponenziale.
In questo quadro di generale impoverimento, ecco che il reddito minimo d’inserimento sbloccato dalla Regione rappresenta un grande risultato «per le tante famiglie lucane in difficoltà», frutto «dell’azione unitaria dei sindacati», ma la priorità adesso «è quella di gestire i vari casi specifici» e «costruire intorno alla misura un quadro per l’occupazione». È quanto hanno detto ieri mattina, a Potenza, i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Angelo Summa, Nino Falotico e Carmine Vaccaro.
I sindacati, rivendicando un risultato ben più incisivo di quello ottenuto dalla governatrice Debora Serracchiani in Friuli, hanno evidenziato «l’importanza del progetto, che aiuta queste fasce deboli nonostante l’assenza del governo nazionale, che invece taglia gli ammortizzatori sociali: anche la card benzina era settoriale, perché andava solo ai patentati, molti dei quali senza auto o con un reddito alto». Il bando sarà aperto il 29 luglio e ci sarà tempo fino al 15 settembre, ma considerando i nuovi ingressi nella “platea” di riferimento si pensa a una riapertura tra gennaio e febbraio 2016: per questo Vaccaro ha invitato tutti a presentare domanda, il provvedimento potrebbe avere una sorta di “aggiornamento” auspicabilmente ogni sei mesi.
Il punto principale, ora, è quindi quello della fascia massima di ingresso, che deve essere «fissata a 18.500 euro di reddito Isee, e non a 15.500 euro, in modo da ricomprendere molti lavoratori che oggi non beneficerebbero del sostegno». Altro punto è quello dei progetti di inserimento e dei lavori socialmente utili, correlati al reddito minimo, che «devono partire contemporaneamente». L’avviso pubblico per il “censimento” degli aventi diritto, con un fondo di 7,5 milioni, sarà gestito dai Caf tramite domande online. Il fondo attualmente ammonta a 7,5 milioni di euro, che secondo le stime porterebbe a circa 450 euro, per tre mesi, per ognuno dei circa 1.500 beneficiari (con una situazione di mobilità). Al fondo si potrebbero aggiungere circa 40 milioni di euro del fondo derivante della royalties del petrolio, da riassegnare in seguito agli accordi ministeriali. In questo caso, il prossimo anno la durata del sostegno potrebbe aumentare, con la pubblicazione di un nuovo avviso, anche per una platea più ampia di lavoratori.
Se Summa ha definito quella del reddito minimo un esempio di «politica attiva, non passiva, visto che è finalizzata all’inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro», Vaccaro ha commentato che «la Basilicata si conferma regione-laboratorio nell’azione responsabile dei sindacati, troppo spesso tacciati di inutilità» mentre Falotico ha ricordato che tutto nasce dalla proposta di Cgil, Cisl e Uil di due anni fa (il cosiddetto Piano del lavoro nato a sua volta sulla scia di Obiettivo Basilicata nel 2012) e ha aggiunto: «Oggi possiamo dire che mettiamo un piatto di pasta sulle tavole dei lucani che ne hanno bisogno. Certo, non è il provvedimento che vorremmo, serve per passare la nottata... A parte che da Fca riceviamo solo cattive notizie», come la fine, il 31 dicembre 2016, dello strumento della mobilità in deroga in base al decreto Poletti.
E’ così che andrà peggiorando la situazione degli “espulsi”, i disoccupati troppo giovani per la pensione e troppo vecchi per rientrare nel mercato del lavoro (ad oggi sono 2700 i lavoratori in mobilità).
In quest’ottica la misura lucana può rappresentare un’opportunità che va oltre l’assistenzialismo: in base al protocollo che Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto con il governatore Marcello Pittella, il reinserimento al lavoro dovrà essere propiziato anche da un’azione virtuosa dei Comuni, che potranno convertire i lavoratori interessati in servizi sociali tanto più utili in temi di tagli netti ai trasferimenti agli enti locali: qualcuno ieri ha evocato addirittura la 49/85, la cosiddetta legge Marcora, che trent’anni dopo la sua promulgazione potrebbe tornare a rendersi utile nel mondo delle cooperative. E’ qui che la scelta subìta dell’ammortizzatore sociale può trasformarsi in opportunità nel trasporto dei portatori di handicap, nella vigilanza sugli autobus, negli interventi nel campo architettonico oltre che naturale e in particolare del dissesto idrogeologico.
Vaccaro è il segretario che più incalza la politica e fuori dai denti dice: «In Emilia Romagna, per il Piano del lavoro ci sono 15 miliardi. E’ possibile sapere cosa intendono fare i nostri politici?».
e.furia@luedi.it

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