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Il segretario Renzi apre la discussione del Pd sul Meridione
e rilancia: «L'alta velocità deve arrivare fino in Calabria»

Calabria

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ROMA - Parte la discussione del Partito democratico sulle priorità del Meridione e ad aprirla è il premier nonché segretario del Pd, Matteo Renzi che ha subito spiegato come sul Sud ci sia «molto da fare: non basta che l'alta velocità, che è stata una grande intuizione, si fermi a Salerno. Bisogna portarla a Bari e in Calabria».

Renzi aggiunge poi che lo Sblocca Italia «consente di recuperare tre anni sulla Napoli-Bari» ma «i punti aperti del Sud non sono i tomi e tomi del dibattito Svimez o sui giornali, ma sono luoghi fisici, culturali, imprenditoriali. Il Sud - spiega Renzi - non è un insieme di documenti, ma di volti e storie, che attendono dal Pd e dal governo la capacità di dire parola fine a decenni di rimpalli».

Per affrontare e risolvere le criticità del Sud «serve un patto vero, il Sud non può diventare luogo di una battaglia interna. Se qualcuno pensa di risolvere la questione del Sud marcando la differenza tra me e il resto del partito, risolverla contro il partito o il governo centrale riproduce il fallimento degli ultimi anni. Se qui dentro qualcuno immagina di utilizzare il Pd per strumentalizzare la discussione sul sud a fini interni commette un errore clamoroso, perché la principale opportunità che abbiamo e non si piega a fini correntizi: c'è un unico responsabile e si chiama Pd».

Nel corso dell'incontro, inoltre, Renzi ha citato esempi funzionali e funzionanti come «il nuovo ospedale di Olbia, la raffineria Eni di Gela, la Fiat di Melfi, lo stabilimento di Ansaldo Breda a Reggio Calabria, quello della Rolls-Royce, l'Ilva di Taranto in Irpinia». Su Melfi, in particolare, Renzi parla di «esperienza straordinaria», auspicando che possa essere replicata a Cassino, Pomigliano D’Arco, Chieti.

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