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Addio a Luigi De Sena: fu nominato prefetto
di Reggio Calabria dopo l'omicidio di Fortugno

Calabria

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ROMA - Luigi De Sena, ex Senatore ed ex vice capo della Polizia, è morto a Roma. Nato a Nola nel 1943 è stato vice capo della Polizia e direttore centrale della Criminalpol nel 2003.

Nel 2005, all’indomani dell’omicidio Fortugno, era stato nominato prefetto e destinato a Reggio Calabria come responsabile del programma straordinario per la Calabria in materia di sicurezza e di contrasto alla 'ndrangheta.

Nel 2008 si era candidato nelle file del Partito Democratico; eletto senatore era stato per cinque anni vice presidente della commissione parlamentare antimafia.

LE REAZIONI. Numerose le reazioni dal mondo politico. «La sua statura umana, morale, istituzionale e politica ha rappresentato un solido punto di riferimento per chi, come me, ha avuto l’onore e il privilegio di conoscerlo» ha detto l’ex parlamentare del Pd, Maria Grazia Laganà, vedova di Francesco Fortugno. «De Sena - aggiunge - fu inviato in Calabria dal governo all’indomani dell’omicidio di mio marito Franco. In una comunità smarrita e duramente segnata dal più grave delitto politico mai avvenuto in Calabria, De Sena riuscì con impegno e fermezza a restituire, nel corso degli anni, credibilità a uno Stato che veniva percepito con diffidenza e distanza dai cittadini. Conserveremo intatto il ricordo di una persona sempre disponibile al dialogo e al confronto pacato. Virtù sempre più rare oggi e che De Sena ha saputo mettere a disposizione della collettività nell’assolvimento dei prestigiosi e gravosi incarichi che è stato chiamato a svolgere, tanto in ambito istituzionale quanto in quello politico, ai vertici della
Polizia di Stato e poi come responsabile del programma straordinario di contrasto alla 'ndrangheta, nonché come vicepresidente della commissione parlamentare antimafia». 

«Uomo delle Istituzioni, investigatore di straordinarie capacità, Luigi De Sena è sempre stato in prima fila nella lotta alla criminalità organizzata. Con la sua scomparsa il Paese perde un punto di riferimento importante per la grande esperienza maturata sul campo e la conoscenza approfondita del fenomeno mafioso» ha commentato il presidente del Senato, Pietro Grasso. Per Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria, «era una persona per bene, un professionista impeccabile che nella nostra città, da Prefetto, mantenne alta la bandiera della legalità. Non fu scelto a caso, all’indomani del delitto Fortugno, come responsabile del programma straordinario per la Calabria in materia di sicurezza e di contrasto alla 'ndrangheta. Con lui se ne va un uomo delle istituzioni, un servitore della Repubblica che con impegno, dedizione e altissimo senso dello Stato ha rappresentato
l'anello di congiunzione e l’elemento di raccordo tra le autorità di governo e questo territorio, messo sotto attacco dalla criminalità organizzata. Nel suo ricordo abbiamo tutti il dovere di rinnovare il nostro impegno per la legalità e contro ogni forma di mafia, consapevoli che non si possa neanche per un attimo abbassare la guardia nella quotidiana azione che dobbiamo condurre a tutela del bene comune». 

«Luigi De Sena ha offerto un contributo essenziale nella lotta alla criminalità organizzata come direttore centrale della Criminalpol e poi, dopo il delitto Fortugno come coordinatore in Calabria del programma straordinario di contrasto della 'ndrangheta». Così la presidente della commissione parlamentare antimafia Rosi Bindi. «La sua profonda conoscenza dei fenomeni criminali e il suo equilibrio - aggiunge - sono stati un punto di forza del suo impegno di senatore e Vicepresidente della Commissione Antimafia».

«Dolore per la scomparsa di Luigi #DeSena guida fondamentale in uno dei periodi più difficili della storia recente della #Calabria» ha scritto in un tweet, il deputato del Pd, Ernesto Magorno mentre Enza Bruno Bossio (Pd) ha ricordato «che tra le tante avanzate durante il suo mandato di parlamentare, c'è stata anche la proposta di legge per l'introduzione del reddito minimo sottolineando la grande funzione che questo strumento può avere nel contrasto alle mafie». «Con Luigi De Sena, - conclude - che calabrese non era, la Calabria perde uno dei suoi uomini migliori».

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