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Dissesto idrogeologico, scende in campo anche Gattuso
«Basta condoni edilizi e altre robe strane»

Calabria

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COSENZA - «È arrivato il momento di fare cose concrete e dire no ai condoni edilizi e ad altre robe strane». Senza fronzoli, come nel suo stile, Rino Gattuso interviene con un tackle sui rischi del dissesto idrogeologico in Calabria. L’ex centrocampista rossonero sarà infatti il testimonial del contratto di fiume Crati per procedere alla riqualificazione del grande bacino idrografico del territorio, il cui accordo operativo per la sottoscrizione è stato presentato presso la sala degli stemmi del Palazzo della Provincia di Cosenza.

«Il 12 agosto non va assolutamente dimenticato, è una fortuna che non ci sono state vittime», ha sottolineato il campione del mondo, in audio conferenza, in riferimento all’alluvione che ha colpito la sua città, Corigliano, e Rossano (LEGGI) (GUARDA LE FOTO). Idee semplici e chiare quelle di Gattuso, attualmente alla guida tecnica del Pisa: «Bisogna cambiare mentalità e far rispettare le regole. Mi aspetto un grande impegno su questa problematica da parte del presidente Mario Oliverio».

Insomma Gattuso da «coriglianese e calabrese» e senza «nessuna bandiera politica» ci mette la faccia e sarà in questo senso protagonista di uno spot.

Il contratto di fiume è uno strumento volontario di programmazione strategica e negoziata che persegue la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale. «L’ambiente può rappresentare un fattore di coesione per il territorio. Quest’iniziativa non è più un progetto bensì un processo», ha detto Paola Rizzuto, coordinatrice del contratto di fiume Crati della Provincia di Cosenza. «La natura - ha aggiunto - non è cattiva, lo è, semmai, l’intervento antropico. Bisogna far conoscere ai cittadini le caratteristiche e i limiti dell’ambiente in cui essi vivono».

A chiudere l’incontro, il presidente della Provincia Mario Occhiuto ha sottolineato come per «la tutela dell’ambiente occorra un’adeguata prevenzione che, a sua volta, necessita di risorse e pianificazione». «Paghiamo – ha concluso – le conseguenze delle scelte fatte in materia urbanistica e ambientale dagli anni ‘70 in poi».

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