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Sanità, il Tar boccia la linea del commissario Scura
Vince tesi dei laboratori analisi, nuovi contenziosi

Calabria

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CATANZARO - Il decreto numero 92 ancora ieri sera non era stato pubblicato dalla struttura commissariale sul sito istituzionale della Regione, ma rappresenta una battuta d'arresto per il commissario per il piano di rientro Massimo Scura, costretto dalla Regione a cancellare il decreto 78 sullo schema tipo di contratto con le strutture ambulatoriali accreditate che rischiava di trascinare l'ente in un pericoloso contenzioso. I particolari sono stati resi noti dall'edizione cartacea del Quotidiano, con i servizi a firma di Adriano Mollo.

OLIVERIO DAL MINISTRO: BOCCIATO IL COMMISSARIAMENTO

Tre laboratori di analisi (Borzì, Caliò e Centrodiagnostico S. Antonio) avevano presentato un ricorso al Tar attraverso gli avvocati Valeriano Greco e Marcello G. Feola, i magistrati aveva sospeso l'efficacia del decreto in attesa del merito. E ieri giorno della Camera di Consiglio il colpo di scena con la Regione che pur non essendosi presentata in udienza ha trasmesso un nuovo decreto il numero 92 interamente sostituivo del precedente che è stato ritirato in autotutela, con cui non solo la Regione viene incontro ai rilievi delle strutture accreditate ma anche a quelle del tavolo di verifica ministeriale che aveva trovato diverse falle.

Ora sarà fissata un'udienza di merito solo ai fini della regolamentazione delle spese che potrebbe vedere la Regione soccombente.
Ma il presidente di Anisap Calabria, Macino, l'associazione che rappresenta una parte considerevole dei laboratori di analisi e specialistica, annuncia che darà battaglia sul resto.

«La Regione ha riconosciuto che avevamo ragione», commenta, nei prossimi giorni verranno presentati altri ricorsi riguardo al decreto sulle reti dei laboratori , tenendo conto di quanto è successo in Sicilia dove il Tar ha bocciato un analogo decreto. Quando un commissario ad acta deve prendere atto che aveva sbagliato e riconosce che le osservazioni dell'Anisap erano più che fondate dimostra che senza un preventivo confronto con le parti interessate, anche in Calabria, non è possibile governare la sanità. È' ora che Scura – chiosa - cambi registro o rassegni le dimissioni».

Ed è in questo clima che i segretari dei Giovani Democratici della Calabria, Mario Valente, Michele Rizzuti, Luigi Tassone, Domenico Giampà, Francesco Danisi e Leo Barberio si sono rivolti al premier Matteo Renzi: «Chiediamo con forza al Segretario del Partito Democratico nonché Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi affinché, quanto prima possibile, per il bene della nostra regione e per quel principio salvifico di autodeterminazione e forza di volontà in svariate visite nella nostra regione da egli ribadito, provveda con celerità alla rimozione dall’incarico commissariale dell’Ing. Scura e da quello Sub-Commissariale di Urbani». 

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