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Regione sanzionata: illegittima la nomina
di Gioffrè all'Asp di Reggio. Santelli: «Dimissioni»

Calabria

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CATANZARO - La nomina di Santo Gioffré a commissario dell'Asp di Reggio Calabria non poteva essere conferita e viola il decreto 39 del 2013 (legge sulle incompatibilità e inconferibilità degli incarichi nella pubblica amministrazione) che stabilisce la sanzione nei confronti di chi lo ha nominato, cioè la giunta regionale in questo caso, di divieto di poter fare nomine per i prossimi tre mesi.

Lo ha stabilito con una delibera l'Autorità Anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone. La sanzione colpisce i vecchi assessori e il presidente della Regione, mentre non intacca l'attività della nuova giunta, le cui nomine collegiali possono essere deliberate dal vicepresidente Antonio Viscomi.

La delibera del 2 settembre di nove pagine, è stata notificata ieri pomeriggio al presidente della giunta regionale Mario Oliverio, al responsabile della Corruzione e della Regione Calabria Maria Gabriella Rizzo e al commissario straordinario dell'Asp Santo Gioffrè. La Regione nei prossimi giorni procederà a presentare un ricorso al Tar perché la norma presenterebbe delle incongruità, come rileva nella stessa delibera Raffaele Cantone che ha chiesto al Governo e Parlamento una modifica. Infatti, il parere dell'Anticorruzione su quella nomina è discordante rispetto a quello rilasciato dal ministero della Funzione Pubblica che, invece, ritiene che la norma si applica solo ai direttori generali, ai direttori sanitari e amministrativi dell'aziende sanitarie e non ai commissari straordinari.

L'inconferibilità dell'incarico scatta nei confronti di chi nei 5 anni precedenti si è candidato alle elezioni comunali, provinciali e regionali nel territorio di competenza dell'azienda sanitaria. E Santo Gioffré si è candidato alle elezioni amministrative del 2013 a sindaco di Seminara ma non è stato eletto.

Il caso era stato sollevato, subito dopo la nomina, dal Movimento 5 Stelle che aveva chiesto a più riprese la rimozione al presidente Oliverio e successivamente aveva presentato anche un'interrogazione parlamentare. La nomina di Gioffré risale al 27 marzo scorso mentre l'Autorità Anticorruzione – come si evince dall'istruttoria, ha aperto l'istruttoria a giugno e affrontato il caso nella seduta del 17 giugno.

E’ intenzione della Regione presentare ricorso al Tar del resto lo stesso Oliverio l’altro ieri della vicenda ne ha parlato con lo stesso Cantone quando gli ha trasmesso il piano anticorruzione della Regione Calabria.

«DIMISSIONI». «Per la seconda volta in pochi mesi la Regione Calabria si ritrova paralizzata». Lo afferma, in una nota, la deputata Jole Santelli, coordinatore regionale calabrese di Forza Italia. «La prima volta - prosegue - fu il presidente Oliverio ad
ergersi a moralizzatore ed a chiedere le dimissione della sua mini giunta. Scegliendo egli di posizionarsi in una situazione diversa, di accettare il giustizialismo renziano, e di tagliare tutto per accordarsi con Renzi. Dopo pochi mesi la storia si ripete con un provvedimento ad hoc nei confronti di Oliverio e della giunta che ha operato nomine contra legem. Un provvedimento che sospende ed inibisce le funzioni al governatore Oliverio». 

«Ancora una volta - afferma Jole Santelli - tensioni e liti sulla gestione della Sanità che rappresentano un braccio di ferro con il governo ed all’interno del Pd Si possono avere diverse sensibilità politiche rispetto a ció, se però Oliverio desse ragione ad Oliverio non gli rimarrebbe che dimettersi e lasciare parlare i calabresi ed è ciò che ci aspettiamo da chi ha invocato coerenza. È una Regione nata sotto pessimi auspici cui manca qualsiasi linfa vitale rammentando che FI dopo Rimborsopoli decise di non presentare firme per referendum per non concedere alibi inibendo azione regionale». «Ora, in realtà - conclude la parlamentare - ad inibire l'azione è lo stesso Oliverio che sta tenendo da mesi in ostaggio la Calabria senza alcuna speranza».

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